L’ascensore. Poesia di Iride Enza Funari su Anna Politkovskaja

Non so, non so se era già scritto …

oggi non salirò, resterò qui.

L’’ascensore è morto,

un rivolo rosso tra i capelli

lenti spezzate sul pavimento.

Intrappolata nella tua pancia

di cemento, un buco inghiotte

la mia storia.

Una casa strada e neve

più in là brinda …

calici tintinnano,

spumeggiano e ridono

perché l’’ascensore non sale oggi!

Sospiro, non si deve avere paura

del peso del profumo dei fiori.

Di aver bisbigliato negli orecchi

dei bambini “che non è bello essere

schiavi”.

Non ho avuto paura di raccontare

chi non ha voce o calici per bere.

Non ho paura adesso qui riversa che tremo

e non vedo.

Prendi una posizione eretta

e sostienila.

La rabbia per l’’ingiustizia

ha il sapore d’’un foro di ferro rovente

che libera sangue

scivola e scioglie parole scritte

in muri di giornali.

Quelli non il sangue resteranno memoria

nello stagno dei ricordi.

Non ho tempo d’invocare,

l’’ascensore è morto

restate eretti

devo andare.

Iride Enza Funari

http://yorukoe.wordpress.com/yorukoe/

20120531-144910.jpg

“La Russia di Putin: la parola a chi non ha voce” report improvvisato in tutte le lingue

“La Russia di Putin: la parola a chi non ha voce” report improvvisato è l’incontro organizzato da Anna viva e l’associazione culturale “Amici del Nebiolo” in collaborazione con la Commissione Cultura e con il patrocinio del comune Tavazzano con Villavesco (Lo) che ospiterà la conferenza.

L’appuntamento, dedicato alla Russia e al suo nuovo presidente Vladimir Putin, è molto atteso e, per l’occasione, sono stati realizzati volantini in diverse lingue:

 

Vi aspettiamo venerdì 1° giugno alle 21 presso la Sala Conferenze del municipio di Tavazzano con Villavesco, piazzale 24 novembre,1. Tavazzano con Villavesco si trova sulla linea del passante feroviario S1 in direzione Lodi, e dista circa 40 minuti dalle stazioni milanesi (Porta Venezia – Repubblica – Porta Garibaldi). Il municipio è a circa 600 metri dalla stazione.

L’opposizione russa tornerà in piazza il 12 giugno

Nuova manifestazione contro Putin:

http://www.agi.it/estero/notizie/201205280958-est-rt10046-russia_opposizione_in_piazza_50mila_contro_putin_il_12_giugno

20120528-193240.jpg

Cecenia: le Forze dell’Ordine dichiarano morta una ragazza scomparsa (La storia di Kheda -2^ parte)

Un procedimento penale è stato aperto ai sensi dell’articolo 105 “omicidio” del codice penale della Federazione Russa. Il Centro per i Diritti Umani “Memorial” ha già riferito in precedenza sull’assassinio di Kheda (il suo nome è stato cambiato per motivi di sicurezza), una ragazza uccisa dai suoi parenti alla fine dello scorso anno, vittima di un cosiddetto ‘delitto d’onore’ (Http://memo.ru/d/3355.html). Il 16 febbraio 2012, abbiamo fatto un appello alle forze dell’ordine con una denuncia. Dopo aver riferito tutti i fatti a noi noti, abbiamo chiesto di verificarli e di adottare le misure investigative per punire i responsabili. Non molto tempo fa, abbiamo ricevuto una risposta da parte del reparto investigativo del Comitato Investigativo della Federazione Russa nella Repubblica di Cecenia (inviato 23 aprile). Essa affermava che i controlli erano stati effettuati sui fatti esposti nella nostra denuncia. L’informazione riservata che la ragazza era stata uccisa da alcuni suoi lontani parenti – il capo dell’amministrazione distrettuale e suo fratello, capo di un dipartimento di polizia in un altro distretto – non è stata confermata. Nella risposta è scritto che il 26 novembre 2011 Kheda è scomparsa senza lasciare tracce. Il 20 aprile 2012, un procedimento penale è stato aperto sulla scomparsa della ragazza, ai sensi del comma 1 dell’articolo 105 (omicidio) del codice penale della Federazione Russa. Ricordiamo che un giorno nella seconda metà di novembre 2011, Kheda, studentessa, si era recata a lezione all’università di Groznyj, senza poi fare ritorno a casa. I suoi genitori, preoccupati, si erano recati al dipartimento di polizia dove lavorava un loro parente. Il giorno seguente, Kheda aveva fatto ritorno a casa. Era stata in un villaggio di una repubblica confinante, presso i parenti del fidanzato. Il suo fidanzato l’aveva portata a casa dalla sua famiglia con il suo consenso. Il giorno seguente i genitori del fidanzato di Kheda l’avevano rimandata a casa in taxi. Avevano anche chiesto di non nominarli, promettendo che dopo che la “situazione si fosse risolta”, avrebbero chiesto la sua mano ufficialmente. Dopo il ritorno a casa, sotto la pressione dalla sua famiglia, Kheda aveva raccontato quello che era successo. È stato allora che alcuni lontani parenti – il capo della amministrazione del distretto, e suo fratello, capo di un dipartimento di polizia in un altro distretto, sono stati coinvolti nella situazione. Hanno preso Kheda dalla sua casa in diverse occasioni, durante le quali l’hanno picchiata, insultata perché, secondo loro, aveva dichiarato di volersi unire ai militanti separatisti. Il 2 dicembre, l’hanno costretta a salire su una macchina e l’hanno portata via in una direzione sconosciuta. Dieci minuti dopo hanno gettato il corpo di Kheda fuori dalla macchina davanti alla porta della sua casa. L’hanno strangolata con la sciarpa che aveva ancora al collo.

14 maggio 2012

(Trad. a cura di Massimo Ceresa)

http://www.memo.ru/eng/news/2012/05/14/1405123.html

L’Fsb sapeva che stavano per uccidere Anna

I servizi segreti russi (controllai direttamente da Putin) hanno intercettato i presunti assassini della Politkovskaja.
Senza capire che parlavano di lei.
Se ne accorgono dopo 5 anni…
Il pezzo su L’Inchiesta:
http://www.lettera43.it/attualita/politkovskaja-i-servizi-segreti-russi-sapevano_4367551984.htm

20120524-210802.jpg

Navalny e Udaltsov, appena scarcerati, tornano a manifestare

Per fermare i leader dell’opposizione anti-putiniana, non bastano 15 giorni di galera:

http://www.lunico.eu/esteri/133-esteri-mondo-europa/57438-russia-leader-protesta-rilanciano-sfida-a-putin

Avanti così!

20120524-152838.jpg

L’opposizione contro Putin. Navalny e Udaltsov di nuovo liberi

20120524-102656.jpg

Intanto due dei leader dell’opposizione russa Aleksey Navalny e Sergey Udaltzov tornano in libertà. Entrambi hanno scontato una pena amministrativa di 15 giorni, colpevoli di aver organizzato le ‘passeggiate del popolo’, ovvero i sit-in in giro per Mosca di cui di aveva parlato qualche settimana fa Denis Bilunov durante un incontro con gli amici di Anna Viva. Le proteste in strada, tra l’altro continuano tuttora.

Anna Viva organizza l’incontro “La Russia di Putin: la parola a chi non ha voce” report improvvisato

Si torna a parlare di Vladimir Putin, Russia, elezioni, potere, venerdì 1° giugno alle 21 a Tavazzano con Villavesco (Lo).

L’incontro, dal titolo “La Russia di Putin: la parola a chi non ha voce” report improvvisato, è organizzato dall’associazione culturale “Amici del Nebiolo” in collaborazione con Anna Viva e la Commissione Cultura, con il patrocinio del comune lodigiano.

La serata sarà occasione per una riflessione sulla situazione socio-politica in Russia in compagnia di alcuni amici di Anna Viva, presenti alle ultime contestate elezioni che hanno permesso a Putin di tornare a ricoprire la carica di presidente: Andrea Riscassi (autore del libro“Anna è viva”), Luca Bertoni e Marina Davydova.

Appuntamento venerdì 1° giugno alle 21 presso la Sala Conferenze del municipio di Tavazzano con Villavesco, piazzale 24 novembre,1. Tavazzano con Villavesco si trova sulla linea del passante feroviario S1 in direzione Lodi, e dista circa 40 minuti dalle stazioni milanesi (Porta Venezia – Repubblica – Porta Garibaldi). Il municipio è a circa 600 metri dalla stazione.

Vi aspettiamo!!!

Locandina:

Il convegno sulla dittatura bielorussa

L’iniziativa organizzata da Annaviva.
La registrazione di Radio radicale:
http://www.radioradicale.it/scheda/338947

20120522-171136.jpg

Vsevolod E. Mejerchol’d. L’ultimo atto. Interventi, processo e fucilazione

Giovedì 24 maggio alle 18,30 i professori Marcello Flores e Fausto Malcovati presentano il libro Vsevolod E. Mejerchol’d. L’ultimo atto. Interventi, processo e fucilazione, la storia del regista teatrale russo arrestato nel giugno del 1939, processato, torturato e fucilato il 2 febbraio 1940. L’accusa? L’artista era accusato di avere tendenze artistiche contrarie a quelle del regime, espresse dal realismo socialista.

Il libro, a cura di Fausto Malcovati con traduzioni di Silvana de Vidovich ed Emanuela Guercetti, racconta, attraverso  documenti, in parte inediti anche in Russia, gli ultimi quattro anni della vita di Vsevolod Mejerchol’d, i suoi discorsi in pubblici dibattiti, riunioni politiche, assemblee di lavoratori dello spettacolo, congressi di uomini di teatro.

La presentazione si terrà alla Fondazione Cariplo di Milano, largo Mahler. Ingresso libero

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.