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Milano, presidio di solidarietà a Vladimir Luxuria e ai diritti civili in Russia

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L’Arcigay Milano si è riunito ieri in piazza San Babila del capoluogo lombardo per mostrare sostegno e solidarietà a Vladimir Luxuria e denunciare la situazione russa nei confronti dei diritti civili e della vita delle persone lgbt.
Una situazione non raccontata e camuffata dallo svolgimento di una competizione olimpica voluta per usare lo sport come strumento di legittimazione di un Paese non democratico e succube di un regime di terrore.

Marco Mori, presidente Arcigay Milano dichiara: “Salvini, oltre a essere già stato bacchettato per le sue goliardie e per il suo assenteismo al Parlamento Europeo, si dimostra ancora un minus habens della politica. Solo un individuo scarsamente capace di pensiero critico può accostare il caso dei marò con la vicenda Luxuria. I marò sono dei militari che rispondono a una legge specifica e a relazioni internazionali di chi indossa una divisa. Luxuria è andata, consapevole dei rischi, a denunciare l’ipocrisia di un regime al limite della dittatura. Luxuria ha fatto come quelli che in Sudafrica lottavano contro l’apartheid, consapevoli che quella fosse una legge ingiusta e che dovesse essere abolita oppure come Rosa Parks che si è rifiutata di cedere il posto riservato ai bianchi su un pullman negli Stati Uniti del 1955”.

Gay è ok”. Era questa la scritta, in russo, che campeggiava su una bandiera che Vladimir Luxuria ha portato con sé in Russia, a Sochi, dov’è stata arrestata. Vladimir è stata liberata subito ma poi arrestata nuovamente insieme a due inviati de Le Iene mentre stavano per assistere a una partita femminile di hockey. Questa volta niente bandiere ma l’attivista indossava abiti con i colori arcobaleno, simboli dei diritti lgtb. Vladimir ha raccontato di esser stata portata in aperta campagna da un gruppo di uomini e abbandonata, ma grazia all’ambasciata italiana è riuscita a rientrare in Italia.
Il comitato olimpico internazionale si è schierato contro l’atteggiamento della nostra italiana dicendo che era stato stabilito che non ci sarebbero state manifestazioni nelle aree attorno al parco olimpico.

La Russia di Sochi 2014 dal 17 gennaio in ebook

sochi 2014Esce il 17 gennaio l’ebook La Russia di Sochi 2014 realizzato da un gruppo di giovani tra i 20 e i 30 anni, con storie diverse ma una passione comune: raccontare le relazioni internazionali.

Il progetto de La Russia di Sochi 2014 nasce dall’incontro tra Cronache Internazionali, iMerica e Limes Club Bologna e spiega tutto quello che c’è da sapere sulla Russia delle olimpiadi invernali 2014. Lo sport, la diplomazia, il Caucaso, le altre grandi potenze, l’economia, l’opinione pubblica.

Potete scaricare La Russia di Sochi 2014 su Itunes store, Amazon o sul sito progettosochi2014.it

L’obiettivo del progetto è di creare lavoro per i giovani. “Crediamo infatti che la buona informazione paghi e debba essere pagata”, sottolinea il gruppo sul sito.
Potete sostenere l’iniziativa con Eppela, il più grande sito di crowdfunding italiano: http://www.eppela.com/ita/projects/625/la-russia-di-sochi-2014

Sochi 2014, spionaggio e social network

sochi 2014

Riportiamo un articolo di Lsdi.it su Sochi 2014, l’uso dei social network e il pericolo spionaggio. Il portale riporta in primo luogo quanto scritto da Max Seddon, corrispondente di BuzzFeed:
Vasily Konov, capo dell’agenzia di stampa statale R –Sport, che controlla l’accreditamento ai giochi di febbraio, ha spiegato in un seminario per giornalisti sportivi venerdì scorso che l’uso da parte dei giornalisti della carta stampata di qualsiasi tipo di strumento multimediale ‘verrà considerato una grave violazione e potrà portare all’annullamento degli accrediti’’, come hanno riferito diverse testate russe. Solo i giornalisti con attrezzature professionali e particolari badge saranno autorizzati a farlo.
Konov avrebbe poi smentito l’affermazione che è stata però segnalata anche Radio Free Europe.

Lsdi.it aggiunge un altro particolare interessante: i giornalisti possono usare i social network durante le olimpiadi di Sochi 2014, ma non possono pubblicare video. Lo dice Poynter.org che trascrive una email inviata da Mark Adams, portavoce del comitato olimpico:
“I partecipanti e le altre persone accreditate non possono postare video e/o audio degli eventi, delle gare o di altre attività che si verificano nei luoghi delle olimpiadi (tra cui i villaggi olimpici). Tali video e/o audio devono essere registrati soltanto per un uso personale e, in particolare, non devono essere caricati e/o condivisi su nessuna delle piattaforme di social media o di un sito web”.

E Shaun Walker sul The Guardian scrive:
“Atleti e spettatori dei giochi olimpici invernali di Sochi dovranno avere a che fare con uno dei più invasivi e sistematici sistemi di spionaggio e sorveglianza della storia dei giochi. Il Fsb, potente servizio di sicurezza russo, prevede di riuscire a garantire che nessuna comunicazione da parte dei concorrenti o degli spettatori resterà senza controllo durante l’evento, secondo un dossier redatto da un team di giornalisti investigativi russi che stanno seguendo i preparativi per i Giochi 2014″.

Come ricorda Lsdi.it, anche a Londra 2012 dovevano essere proibiti foto e video sui social network. Ad aprile 2012, a dei giornalisti, che stavano facendo delle riprese di una strada dove c’era una sede olimpica, era stato ordinato di smettere, spiegando che quel’ordine si basava sulle norme antiterrorismo. Ma poi i social network furono un elemento costante delle olimpiadi di Londra.

A Sochi sarà diverso, come spiega Walker sul The Guardian:
“I giornalisti Andrei Soldatov e Irina Borogan, esperti sui sistemi di sicurezza russi,[…] hanno scoperto che sono state apportate grosse modifiche alle reti telefoniche e wi fi a Sochi per garantire un ampio sistema di monitoraggio e di filtraggio di tutto il traffico, attraverso Sorm, il sistema russo di intercettazione delle comunicazioni telefoniche e internet”.

Band ucraina Kazaky insultata e minacciata

Kazaky

I Kazaky, il quartetto ucraino formato da soli uomini in tacchi a spillo e vestiti attillati, conosciuti per esser comparsi nel video di Madonna Girl Gone Wild, autori di due album, a fine agosto sono stati vittima di insulti omofobi. Suonavano al nightclub Q2 della città di Perm, Russia, e davanti al locale è stata messa in scena una protesta con urli e minacce. “I proprietari del club volevano annullare lo spettacolo dei Kazaky“, ha detto il manager del gruppo Alexei Mironichev. Ma lo spettacolo è andato avanti perché “siamo abituati a questi scherzi”.

Secondo uno degli organizzatori della protesta, la band avrebbe dovuto pagare la multa per aver violato la ormai nota legge contro la propaganda di rapporti sessuali non tradizionali ai minori.

Ancora prima della legge, nel 2011, i Kazaky avevano dovuto cancellare il loro spettacolo in un villaggio nella regione di Rostov a causa delle minacce ricevute. Rostov è una delle roccaforti delle tradizioni cosacche in Russia e Kazaky, in ucraino, significa cosacco. I cosacchi sono noti per la loro omofobia : negli ultimi anni, uomini in divisa cosacca hanno spesso preso parte alla violenta dispersione dei raduni gay a Mosca e in altre città russe, attaccando brutalmente gli attivisti LGBT e i loro sostenitori.

Fonte: Ria Novosti

Un tweed a #Obama contro la legge russa anti-gay

Obama Putin

Vi riportiamo il comunicato di Human Rights First:

Gli attivisti russi per i diritti LGBT continuano a guardare agli Stati Uniti per avere un supporto. La settimana scorsa, ho visitato [è Innokenty Grekov di Human Rights First a raccontare, ndr.] San Pietroburgo per incontrare gli attivisti LGBT e ho aiutato a diffondere le loro voci. Abbiamo sostenuto la loro causa attraverso MSNBC, NPR, The Advocate e The Washington Post.
L’incontro del presidente Obama lo scorso venerdì con i leader della società civile tra cui eminenti attivisti LGBT, è un buon primo passo e invia un segnale chiaro: gli Stati Uniti mostrano solidarietà verso coloro che sono vittime della repressione russa del dissenso. Ma che succede?
Nel nostro recente rapporto, abbiamo analizzato una serie di passaggi che l’amministrazione americana dovrebbe adottare per far fronte alla legge anti-gay della Russia. Ora che il presidente è tornato negli Stati Uniti, dovrebbe raddoppiare gli sforzi degli Stati Uniti per affrontare le preoccupazioni della società civile e degli attivisti LGBT. Ci vuole un impegno bilaterale dell’amministrazione americana con la Russia.
Ho mandato questo tweet con il nostro rapporto al presidente Obama e lo esorto a chiedere al presidente Putin di chiarire la legge russa anti-gay.
Con l’avvicinarsi delle Olimpiadi di Sochi, la pressione sulla Russia per l’abrogazione della legge aumenterà. Stiamo sollecitando il governo degli Stati Uniti a guidare una coalizione di  Paesi per contrastare la discriminazione e la violenza contro le persone LGBT in Russia, spingere la Russia a chiarire in che modo la legge colpisce gli stranieri e i cittadini russi e ottenere l’abrogazione di questa legge vaga, che viola non solo Costituzione della Russia e impegni internazionali, ma anche la Carta olimpica.

La legge russa sulla propaganda di rapporti sessuali non tradizionali

Omofobia-Russia-1Il 30 giugno 2013 il presidente russo Vladimir Putin ha firmato una legge che vieta la “propaganda di rapporti sessuali non tradizionali ai minori“, aprendo così un nuovo capitolo buio nella storia dei diritti dei gay in Russia. La legge è stato l’ultimo atto di un governo che vuole limitare i diritti di gay, lesbiche, bisessuali e transgender nel Paese.

Le violazioni dei fondamentali diritti dei cittadini omosessuali russi, costituzionalmente protetti, hanno incluso il divieto di organizzare gay pride a Mosca e in altre città, multe salate per i gruppi a favore dei diritti omosessuali accusati di agire come un “agente straniero” (ricordate la vicenda di Golos?), il rifiuto a registrare  organizzazioni non governative e leggi regionali che vietano la propaganda dell’omosessualità ai minori, leggi che sono servite come base per la legge federale promulgata da Putin e approvata all’unanimità dalla Duma. In questo contesto, gli attacchi violenti contro i gay o “sospetti gay” sono sempre all’ordine del giorno, come abbiamo visto dai video diffusi su internet.

Tutto ciò si basa su ipotesi ridicole. A esempio, i divieti regionali sulla propaganda dell’omosessualità si basa sull’equiparazione delle relazioni omosessuali alla pedofilia, che è, ovviamente, un reato grave (ma solo dal 1993, prima era legale).

La propaganda di orientamento sessuale non tradizionale” è una minaccia diretta per la società russa secondo i legislatori, che hanno così implicitamente incitato all’odio sociale e religioso. La corte ha continuato a sostenere che tali attività estremiste costituiscono una minaccia per la sovranità della Russia e l’integrità territoriale, una scusa utilizzata dal governo di fronte alla comunità internazionale. I diplomatici russi sottolineano che la discriminazione non esiste in Russia, perché proibita dalla costituzione del Paese.

Nell’aprile 2011, la Corte di Strasburgo ha multato la Russia per aver violato gli articoli 11, 13, e 14 della Convenzione europea vietando 164 gay pride e marce tra il 2006 e il 2008 . Tutto ciò non è servito. Il Cremlino ha pagato la multa e ha continuato a vietare i gay pride come prima.

La legge firmata da Putin vuole usare come punto di forza della proprio costituzionalità l’articolo 6.21 del Codice della Federazione russa in materia di illeciti amministrativi. Ecco cosa dice l’articolo 6.21: “La propaganda è l’atto di distribuire informazioni tra i minori che 1) siano finalizzate alla creazione di atteggiamenti sessuali non tradizionali 2) rendano i rapporti sessuali non tradizionali attraenti  3) eguaglino il valore sociale delle relazioni sessuali tradizionali e non tradizionali o 4 ) creaino un interesse verso i rapporti sessuali non tradizionali.

Se sei russo: gli individui che praticano questo tipo di propaganda possono essere multati a pagare 4.000 a 5.000 rubli (120-150 dollari ), i funzionari pubblici sono soggetti a multe di 40.000 a 50.000 rubli ( 1.200-1.500 dollari ) e le organizzazioni registrate possono essere multate a pagare 800,000-1,000,000 rubli o 24,000-30,000 dollari oppure obbligate a interrompere le attività per 90 giorni . Se si fa propaganda attraverso i media o su internet , le multe aumentano: per gli individui da 50.000 a 100.000 rubli, per i funzionari pubblici da 100.000 a 200.000 rubli e per le organizzazioni da un milione di rubli o 90 giorni di sospensione.

Se sei un alieno (straniero): i cittadini stranieri che svolgono propaganda sono soggetti a una multa di 4.000 a 5.000 rubli oppure possono essere espulsi dalla Russia e /o restare 15 giorni in carcere . Se uno straniero utilizza i media o internet le multe aumentano fino a 50.000-100.000 rubli o a una detenzione di 15 giorni con conseguente espulsione dalla Russia.

Fonte: www.humanrightsfirst.org

No gay, no vodka

no gay, no vodkaNo gay, no vodka è l’iniziativa che si sta diffondendo in tutto il mondo contro le olimpiadi invernali a Sochi, segnalata in questi giorni da un articolo su L’Espresso: “Sempre più numerosi bar, club, gestori, imprenditori gay da Seattle a Los Angeles, da New York a Londra hanno deciso di boicottare senza compromessi la bevanda numero uno della scena notturna gay internazionale: la vodka. Con un dettaglio: solo quella russa. Si tratta della prima azione di protesta internazionale” contro la controversa legge russa approvata a giugno, la legge sulla propaganda omosessuale verso i minori.

L’articolo sottolinea che anche a Parigi, Berlino, Amburgo e in alcune città italiane viene portata avanti questa protesta: “No gay, no vodka“.

L’iniziativa è nata da un’idea dell’attivista gay Dan Savage, amico del presidente Barack Obama. “La situazione in Russia sta peggiorando velocemente sotto gli occhi del mondo, non possiamo fare finta di niente“, spiega.

Il mondo della vodka non è stato naturalmente in silenzio e Val Mendeleev, Ad del gruppo russo Spi, produttore della vodka Stolichnaya, ha voluto sottolineare che la loro vodka è sponsor dei gay pride in tutto il mondo, ma che non possono influire sulle decisioni della Duma.

Boicottare le olimpiadi di Sochi?

sochi 2014

Da quando la Russia si è aggiudicata le olimpiadi invernali del 2014 a Sochi, ha avuto a che fare con varie situazioni problematiche, da un’innalzamento dei costi alle rimostranze storiche della diaspora circassa, alle preoccupazioni per una rivolta islamica nel Caucaso del nord. Ma c’è un problema che le autorità non hanno previsto, né sembrano ancora capire, e che ora rischia di rovinare le ambizioni russe.
La legge, firmata dal presidente Vladimir Putin a giugno sulla “propaganda di rapporti sessuali non tradizionali” tra i minori fino a ora non ha portato a nessun caso. Come per altre mosse recenti, a esempio il divieto di adozioni da parte degli americani e la criminalizzazione della bestemmia, il movente sembra più politico che morale. Un deputato di Russia Unita parla di proteggere il Paese contro la “distruzione dei suoi codici culturali fondamentali”. Codici che si semplificano in anti occidentale, anti liberale e anti moderno. Masha Lipman del Carnegie Moscow Centre, un centro di ricerca politica, dice il Cremlino ha cercato di “isolare e stigmatizzare” queste persone, nel tentativo di creare un mito, una nuova identità russa, mescolando pietà ortodossa, valori tradizionali e la diffidenza provinciale verso le grandi città.

I gay e le lesbiche sono facili bersagli. La Russia è socialmente liberale in fatto di adulterio, aborto e divorzio, ma l’atteggiamento nei confronti dell’omosessualità è simile a quello in Occidente di una generazione fa. Il contorto pensiero sovietico è aggravato dal ruolo che ha lo stupro maschile nella cultura carceraria e alla stigmatizzazione delle vittime, degradate, umiliate per la vita.
Eppure, disagio e disgusto, più che una palese ostilità, hanno governato l’atteggiamento del pubblico. L’esistenza di gay e lesbiche è tollerato fintanto che non escano per strada a “contaminare” gli altri, dice Tanya Lokshina di Human Rights Watch, anche se la quasi invisibilità di gay e lesbiche ha lasciato pregiudizi e incomprensioni. Un sondaggio del Centro Levada ha rilevato che l’80% degli intervistati non ha un solo conoscente omosessuale. Alexander Smirnov, a cui è stato chiesto di lasciare il suo lavoro presso l’ufficio del sindaco di Mosca dopo il suo “coming out” sulla rivista culturale Afisha, dice i gay sono visti come “persone estranee“.

Ora la nuova legge aggiunge un ingrediente emotivo al pregiudizio latente, collegando omosessualità e pedofilia. Che risuona come un’esaltazione culturale della purezza dell’infanzia. Più di tre quarti dei russi intervistati dicono di sostenere il divieto ai gay di fare  “propaganda” verso i minori. In linea di principio, la legge sembra impedire ogni difesa pubblica dei diritti di gay e lesbiche. In effetti, dice Polina Andrianova del gruppo Coming Out, in questo modo è stata creata una casta “socialmente iniqua”.
Ancora più preoccupante, dice, è il fatto che la legge ha implicitamente dato un “via libera all’aggressione“. Una nuova tendenza brutta è la pubblicazione di video che mostrano uomini e ragazzi gay con l’inganno, invitati a incontri dove vengono umiliati. Igor Kochetkov, un altro attivista, parla “disillusione e depressione” tra i gay in Russia, un sondaggio rileva che il numero di persone che ha vissuto molestie o pressione è raddoppiato nell’ultimo anno del 50%.

I funzionari russi sembrano ancora sconcertati dall’idea che gli stranieri abbiano veramente a cuore il problema. Stimolati dagli attivisti che chiedevano il boicottaggio delle Olimpiadi a Sochi, i governi stranieri hanno protestato. Un funzionario del Comitato Olimpico Internazionale dice che è “non felice” e ha cercato invano di mettere in guardia il governo che la nuova legge ha presentato un “enorme problema”, ma le sue richieste non sono state ascoltate. Il Comitato Olimpico Internazionale è ora in attesa di un documento scritto dal vice primo ministro, Dmitry Kozak, che dovrebbe dare quelle che definisce “rassicurazioni di ferro” che la legge non influenzi i partecipanti o gli spettatori dei giochi olimpici. Altri ministri russi hanno detto ripetutamente che la legge sarà in pieno vigore durante le Olimpiadi. Un compromesso per Sochi è probabile, ma date le priorità politiche di Putin e gli atteggiamenti della società, le prospettive per i gay russi restano nell’oscurità.

Fonte: The Economist