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Identità islamica in crescita in Cecenia

Diana Markosian, Special for USA TODAY

SERZHEN-Yurt, Cecenia – Seda Makhagieva, 15 anni, ha dovuto lottare per indossare l’hijab, un foulard che alcuni musulmani dicono deve essere indossato dalle donne e le giovani ragazze. “La mia famiglia, in un primo momento, non mi aveva permesso di indossarlo,” dice la ragazzina cecena con il capo e il collo avvolti da una sciarpa color pastello, che nascondono ogni ciocca dei suoi lunghi capelli castani. “Dicevano che ero troppo giovane. Mia madre batteva me e mia sorella ogni giorno, ma non mi importava: io sono musulmana, ed è mio dovere indossarlo”. La metà delle ragazze della classe di nono grado di Seda nel villaggio ceceno di Serzhen-Yurt, nei pressi della capitale cecena Grozny, ora indossa l’hijab. Una rottura netta con la tradizione locale. Nelle generazioni passate, le donne sposate in Cecenia tenevano coperti i capelli solo con un piccolo foulard a forma di triangolo in segno di rispetto e pudore. Ma queste ragazze fanno parte di una nuova tendenza nella repubblica che ha visto due guerre negli ultimi decenni e un aumento del rispetto di norme musulmane fondamentaliste. Alcuni musulmani stanno combattendo contro di esse. “Io non volevo che indossassero l’hijab. Ho insistito, urlato e le ho persino picchiate“, ha detto la madre di Seda, Rosa Makhagieva di 45 anni, le cui tre figlie vestono tutte quante con larghi vestiti modesti. “Mio marito era contro di me. Diceva:«Se non consenti a loro di indossarlo, costringerò anche te a metterlo!»”. Anche se l’Islam arrivò nel Caucaso del Nord circa 500 anni fa, decenni di repressione religiosa sotto il comunismo hanno reso difficile mettere in pratica. Ora le moschee sono piene di fedeli ogni giorno, e l’hijab sta diventando sempre più popolare. Molti ceceni stanno accogliendo il risveglio islamico dopo quasi due decenni di brutale guerra contro le truppe russe in cui sono stati uccisi circa 200.000 ceceni. Per i ceceni più giovani, l’Islam sta diventando la pietra angolare dell’identità, in sostituzione degli orrori che hanno vissuto, come –per esempio – la vita toccata in sorte ai rifugiati che vivono in tende e supermercati abbandonati nelle repubbliche confinanti del Dagestan e dell’Inguscezia. “Questa generazione ha perso la sua infanzia a causa della guerra”, ha detto l’imam Yasrayel Ayubov di Serzhen-Yurt, che ha nove moschee per i suoi 5.000 residenti. “La loro formazione è stata interrotta, e sono cresciuti durante la notte. Eppure, riguardo all’Islam, i giovani sono molto più istruiti e attenti rispetto alla generazione precedente.” Da quando, nel 2007, è stato nominato dal Cremlino leader ceceno, Ramzan Kadyrov, 35 anni, ha cercato aggressivamente di presentare la Cecenia come la nuova emergente regione musulmana della Federazione Russa. Il suo governo ha avviato una campagna aggressiva per promuovere l’Islam e per rafforzare le tradizioni cecene. In tutta la Repubblica stanno spuntando fuori decine di moschee e istituzioni islamiche, mentre le stazioni televisive locali stanno accrescendo il volume della programmazione dedicata alla identità islamica della Cecenia. “Oggi la Cecenia si posiziona attivamente non solo come una parte relativamente autonoma della Federazione Russa, ma anche come centro musulmano”, ha detto l’analista russo Nikolai Petrov del Carnegie Moscow Center. Nonostante la separazione tra Chiesa e Stato in base al diritto russo, le scuole cecene ora devono promuovere l’Islam. Ci sono aule di preghiera in quasi ogni scuola e un rigoroso codice di abbigliamento, che costringe tutte le studentesse a coprirsi il capo a scuola. Molti non condividono queste decisioni. “Non ne capisco il senso. Non cambia nulla se ci si copre la testa a scuola”, ha detto Khadizhad Barshigova, 14 anni, che ama ascoltare la musica pop e guardare commedie americane. Il processo di islamizzazione in principio è stato spontaneo. Le donne che indossavano il velo sono stati premiate con un premio. Ora tutte le donne e le ragazze, a prescindere dalla loro religione, devono rispettare il codice d’abbigliamento islamico, indossando un copricapo, maniche lunghe e gonne sotto il ginocchio nelle scuole pubbliche e negli edifici governativi. Coloro che si rifiutano diventano bersagli. Human Rights Watch ha pubblicato un rapporto che documenta un’ondata di attacchi contro le donne senza copricapo, l’anno scorso. Alcune ragazze hanno riferito di essere state molestate, alcuni anche percosse, per non aver osservato il codice di abbigliamento islamico. L’alcol adesso è vietato a tutti, e le autorità incoraggiano a prendere più mogli. Nei saloni per capelli e nelle palestre la divisione di sale per soli uomini e sale per sole donne sta diventando la norma. Molti musulmani qui si oppongono a quella che chiamano un’interpretazione errata della legge islamica. “Non tutti hanno reagito bene”, ha detto l’insegnante Malika Taramova, 20anni. “Ora gira la voce che presto tutti gli insegnanti dovranno indossare un hijab. I miei genitori mi hanno detto che mi proibiranno di lavorare ancora, se questo accadrà davvero”. All’interno della palestra del liceo di Seda, un gruppo di ragazzi palleggia con un pallone da basket mentre quattro ragazze vestite con lunghe gonne fluenti e con le teste avvolte in sciarpe li osservano con sguardo assente dagli spalti. “Ragazze, non dovete restarvene lì – grida Vakha Dzhamarzaev, allenatore nella palestra della scuola. “Su, andiamo!”. Seda e le altre tre ragazze ridacchiano come se avessero scambiato l’ora in palestra per un’ora di gossip. “È sempre più difficile insegnare loro”, ha detto Dzhamarzaev. “Le ragazze non indossano le loro uniformi da ginnastica perché si sentono a disagio assieme ai ragazzi. Questo non è mai accaduto prima”. Nella caffetteria della scuola, le ragazze discutono di ragazzi e Islam. Poche hanno l’ambizione di andare al college o farsi una carriera. Però tutte hanno fidanzati stabili che sono “veri” musulmani. “Ti raccontiamo un segreto”, mi dice Khedi Konchiyeva, 15 anni, a bassa voce. “Ci piacciono i ragazzi, ma seguiamo le regole dell’Islam. Allah ci ringrazierà nella prossima vita”.

Trad. di Massimo Ceresa

http://www.usatoday.com/news/world/story/2012-03-21/chechnya-islamic-revival/53693048/1

Le donne cecene terrorizzate da un ritorno dei delitti di onore islamici sostenuti dal Presidente.

di Diana Markosian – Special to The Washington Times

29 Aprile 2012

ACHXOY-Martan, Cecenia – Il governo ceceno è apertamente a favore delle famiglie che uccidono i parenti di sesso femminile che violano il loro onore. Così questa repubblica della Federazione Russa abbraccia un’interpretazione fondamentalista dell’Islam, dopo decenni di repressione religiosa sotto il regime sovietico.

Negli ultimi cinque anni, i corpi di decine di giovani donne cecene sono stati trovati gettati nei boschi, abbandonati nei vicoli e lasciati lungo le strade della capitale Grozny, e dei villaggi vicini.

Il Presidente ceceno Ramzan Kadyrov ha detto pubblicamente che le donne morte erano di “facili costumi” e sono state giustamente uccise dai parenti maschi. Ha continuato a descrivere le donne come proprietà dei loro mariti, dicendo che il loro ruolo principale è quello di fare figli.

“Se una donna va in giro e se un uomo va in giro con lei, entrambi dovrebbero essere uccisi“, ha detto Kadyrov, che spesso ha dichiarato che il suo obiettivo è rendere la Cecenia “il più islamico tra i Paesi islamici”.

Nella Cecenia di oggi, l’alcol è del tutto vietato, sono stati introdotti codici di abbigliamento islamico e i matrimoni poligami sono incentivati dal governo.

Alcuni osservatori dicono che il tentativo di Kadyrov di imporre la legge islamica viola la Costituzione russa, che garantisce la parità dei diritti per le donne e la separazione tra Stato e Chiesa.

“Siamo una società tradizionale e conservatrice, ma il governo ha esagerato”, ha detto Lipkhan Bazaeva, responsabile del Centro Dignità delle Donne, un’organizzazione non governativa che promuove i diritti delle donne a Grozny. “Stanno mettendo dei limiti inaccettabili ai diritti delle donne: come individuo, la donna non ha alcun diritto, anche se il marito la picchia, nonostante le leggi russe.”

Anche se gli osservatori concordano sul fatto che i delitti d’onore sono in aumento in Cecenia, la questione rimane in gran parte tabù tra i locali – è molto difficile trovare delle statistiche ufficiali.

“Si sente parlare di questi casi quasi ogni giorno” ha detto un difensore dei diritti umani del posto, che ha chiesto di non rivelare il suo nome poiché ha paura per la sua sicurezza. “È difficile per me indagare su questo argomento, ma su di esso ho lavorato con [l’attivista per i diritti umani] Natasha [Estemirova] per un po’. Ma, ora non posso più farlo. Ho troppa paura ora. Ho quasi rinunciato”.

Estemirova, che ha irritato le autorità cecene con le sue denunce di torture, rapimenti e uccisioni extragiudiziali, è stata trovata morta nei boschi nel 2009 nella vicina Inguscezia con ferite da arma da fuoco alla testa e al torace. Il suo assassino o gli assassini non sono stati trovati.

Pochi osano sfidare apertamente la legge del signor Kadyrov. Ma gli attivisti sostengono che alcune giovani donne musulmane lo fanno clandestinamente, ponendosi in un tiro costante di guerra tra due sistemi di valori.

Milana, una studentessa che frequenta la nona classe a Grozny, mette uno spesso delineatore per occhi, indossa minigonne strette, fuma sigarette ed esce coi ragazzi: tutte cose vietate per una ragazza musulmana in Cecenia. Ha detto di aver sentito molte volte da suo padre: una ragazza cecena che perde la verginità prima del matrimonio è una prostituta, e Allah la punirà. “Se solo i miei genitori sapessero alcune delle cose che ho fatto!” dice con una risatina. “I miei genitori sono troppo severi con me, ma è come qui.”

Gli analisti dicono che uscire o vedersi con persone del sesso opposto può essere una via di fuga per gli adolescenti come Milana, che spesso vivono una doppia vita. “È grande la tentazione di rompere con la tradizione quando sono lontani dalle loro famiglie”, ha detto la signora Bazaeva. “Hanno un buon momento, ma non è senza conseguenze, non in Cecenia”.

In questo piccolo villaggio ceceno, i residenti parlano della ragazza che è stata uccisa ai primi di febbraio dopo aver trascorso una notte in casa del suo ragazzo. Il corpo della sedicenne è stato avvolto in un tappeto tradizionale e riportato a casa di sua madre. I suoi parenti sono sospettati di averla uccisa in nome dell’onore della famiglia.

Per sfuggire a questi severi costumi, alcuni giovani optano per un matrimonio precoce, che vedono come il via di fuga per l’indipendenza, l’attività sessuale e il rispetto sociale. Questo vale anche per i giovani uomini ceceni. Abu-Khadzh Idrisov, 20 anni, che si era sposato era ancora adolescente l’ha sperimentato sulla sua pelle, ha detto. Il suo primo matrimonio all’età di 14 anni è durato appena un anno. Poi si è sposato una seconda volta a 18 anni. Aveva visto la sua futura moglie in un parco a Grozny e, con l’aiuto dei suoi amici, l’aveva rapita. “Quando l’ho sposata, onestamente sapevo solo due cose: il suo nome e la scuola dove studiava. Avevamo parlato insieme solo una volta”, ha ricordato. “Ma noi abbiamo tradizioni e regole estremamente severe in Cecenia, e non si può semplicemente ignorarle. Io porto il nome della mia famiglia, e se lo vengono a sapere, avrò problemi”.

Trad. di Massimo Ceresa

http://www.washingtontimes.com/news/2012/apr/29/chechen-women-in-mortal-fear-as-president-backs-ho/?utm_source=RSS_Feed&utm_medium=RSS