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Siria, rapita l’avvocatessa vincitrice del premio Anna Politkovskaja

Razan Zaitouneh

Non si hanno notizie di Razan Zaitouneh, l’attivista siriana, vincitrice del premio Anna Politkovskaja, fondatrice del centro di documentazione delle violazioni (Vdc), che fornisce dati sugli abusi commessi in Siria. Razan è stata sequestrata il 10 dicembre nell’ufficio del Vdc vicino a Damasco, a Douma, città controllata dall’opposizione siriana. Si sono perse le tracce anche del marito dell’attivista e di due colleghi, Nazem al Hamadi e Samira al Khalil. “Questi rapimenti mostrano ancora una volta il tentativo di alcuni di danneggiare qualsiasi forma di azione civile atta ad aiutare i siriani a liberare aree di governo e di autodeterminazione”, si legge in un documento del centro.

“Alcuni devono ancora imparare le lezioni della rivoluzione e credono di poter costringere il popolo a sposare le loro idee come sotto il regime di Assad. Ma non si può tornare indietro. Queste persone cadranno, proprio com’è caduto il regime”, aveva detto l’attivista siriana in un’intervista a settembre al sito d’informazione libanese Now.
Negli ultimi mesi la donna aveva criticato le azioni e l’ideologia dello stato islamico dell’Iraq e il gruppo di opposizione ispirato ad Al-Quaeda che domina sempre più il movimento dei ribelli del nord e dell’ovest della Siria.

In Siria, da più di due mesi non si hanno più notizie neanche di due giornalisti spagnoli, Javier Espinosa de El Mundo e il fotografo freelance Ricardo Garcia Vilanova, rapiti il 16 settembre al check point di Tal Abyad, vicino al confine con la Turchia.

Fonte: Financial Times, Internazionale, LaStampa

Le donne cecene terrorizzate da un ritorno dei delitti di onore islamici sostenuti dal Presidente.

di Diana Markosian – Special to The Washington Times

29 Aprile 2012

ACHXOY-Martan, Cecenia – Il governo ceceno è apertamente a favore delle famiglie che uccidono i parenti di sesso femminile che violano il loro onore. Così questa repubblica della Federazione Russa abbraccia un’interpretazione fondamentalista dell’Islam, dopo decenni di repressione religiosa sotto il regime sovietico.

Negli ultimi cinque anni, i corpi di decine di giovani donne cecene sono stati trovati gettati nei boschi, abbandonati nei vicoli e lasciati lungo le strade della capitale Grozny, e dei villaggi vicini.

Il Presidente ceceno Ramzan Kadyrov ha detto pubblicamente che le donne morte erano di “facili costumi” e sono state giustamente uccise dai parenti maschi. Ha continuato a descrivere le donne come proprietà dei loro mariti, dicendo che il loro ruolo principale è quello di fare figli.

“Se una donna va in giro e se un uomo va in giro con lei, entrambi dovrebbero essere uccisi“, ha detto Kadyrov, che spesso ha dichiarato che il suo obiettivo è rendere la Cecenia “il più islamico tra i Paesi islamici”.

Nella Cecenia di oggi, l’alcol è del tutto vietato, sono stati introdotti codici di abbigliamento islamico e i matrimoni poligami sono incentivati dal governo.

Alcuni osservatori dicono che il tentativo di Kadyrov di imporre la legge islamica viola la Costituzione russa, che garantisce la parità dei diritti per le donne e la separazione tra Stato e Chiesa.

“Siamo una società tradizionale e conservatrice, ma il governo ha esagerato”, ha detto Lipkhan Bazaeva, responsabile del Centro Dignità delle Donne, un’organizzazione non governativa che promuove i diritti delle donne a Grozny. “Stanno mettendo dei limiti inaccettabili ai diritti delle donne: come individuo, la donna non ha alcun diritto, anche se il marito la picchia, nonostante le leggi russe.”

Anche se gli osservatori concordano sul fatto che i delitti d’onore sono in aumento in Cecenia, la questione rimane in gran parte tabù tra i locali – è molto difficile trovare delle statistiche ufficiali.

“Si sente parlare di questi casi quasi ogni giorno” ha detto un difensore dei diritti umani del posto, che ha chiesto di non rivelare il suo nome poiché ha paura per la sua sicurezza. “È difficile per me indagare su questo argomento, ma su di esso ho lavorato con [l’attivista per i diritti umani] Natasha [Estemirova] per un po’. Ma, ora non posso più farlo. Ho troppa paura ora. Ho quasi rinunciato”.

Estemirova, che ha irritato le autorità cecene con le sue denunce di torture, rapimenti e uccisioni extragiudiziali, è stata trovata morta nei boschi nel 2009 nella vicina Inguscezia con ferite da arma da fuoco alla testa e al torace. Il suo assassino o gli assassini non sono stati trovati.

Pochi osano sfidare apertamente la legge del signor Kadyrov. Ma gli attivisti sostengono che alcune giovani donne musulmane lo fanno clandestinamente, ponendosi in un tiro costante di guerra tra due sistemi di valori.

Milana, una studentessa che frequenta la nona classe a Grozny, mette uno spesso delineatore per occhi, indossa minigonne strette, fuma sigarette ed esce coi ragazzi: tutte cose vietate per una ragazza musulmana in Cecenia. Ha detto di aver sentito molte volte da suo padre: una ragazza cecena che perde la verginità prima del matrimonio è una prostituta, e Allah la punirà. “Se solo i miei genitori sapessero alcune delle cose che ho fatto!” dice con una risatina. “I miei genitori sono troppo severi con me, ma è come qui.”

Gli analisti dicono che uscire o vedersi con persone del sesso opposto può essere una via di fuga per gli adolescenti come Milana, che spesso vivono una doppia vita. “È grande la tentazione di rompere con la tradizione quando sono lontani dalle loro famiglie”, ha detto la signora Bazaeva. “Hanno un buon momento, ma non è senza conseguenze, non in Cecenia”.

In questo piccolo villaggio ceceno, i residenti parlano della ragazza che è stata uccisa ai primi di febbraio dopo aver trascorso una notte in casa del suo ragazzo. Il corpo della sedicenne è stato avvolto in un tappeto tradizionale e riportato a casa di sua madre. I suoi parenti sono sospettati di averla uccisa in nome dell’onore della famiglia.

Per sfuggire a questi severi costumi, alcuni giovani optano per un matrimonio precoce, che vedono come il via di fuga per l’indipendenza, l’attività sessuale e il rispetto sociale. Questo vale anche per i giovani uomini ceceni. Abu-Khadzh Idrisov, 20 anni, che si era sposato era ancora adolescente l’ha sperimentato sulla sua pelle, ha detto. Il suo primo matrimonio all’età di 14 anni è durato appena un anno. Poi si è sposato una seconda volta a 18 anni. Aveva visto la sua futura moglie in un parco a Grozny e, con l’aiuto dei suoi amici, l’aveva rapita. “Quando l’ho sposata, onestamente sapevo solo due cose: il suo nome e la scuola dove studiava. Avevamo parlato insieme solo una volta”, ha ricordato. “Ma noi abbiamo tradizioni e regole estremamente severe in Cecenia, e non si può semplicemente ignorarle. Io porto il nome della mia famiglia, e se lo vengono a sapere, avrò problemi”.

Trad. di Massimo Ceresa

http://www.washingtontimes.com/news/2012/apr/29/chechen-women-in-mortal-fear-as-president-backs-ho/?utm_source=RSS_Feed&utm_medium=RSS

Arrestato Mamedov, autore del video “Putin, dai arrivederci”, e attivista per i diritti umani

E’ stato arrestato a Baku Gilal Mamedov, l’autore del video “Putin, davai do svidaniya!” (“Putin, dai arrivederci!”)

E’ stato arrestato il capo redattore del giornale e del sito “Tolishi Sado” (“Voce di Talysh”), attivista per i diritti umani Gilal Mamedov. “Oggi, è stato rapito da sconosciuti”, come dichiara l‘Istituto per la pace e la democrazia (IPD) dell’Azerbaigian sul sito Contact.az.

Gilal Mamedov è l’autore del video “Putin, davai do svidaniya!”, che recentemente ha fatto il giro del mondo via web ed è stato adottato da parte dell’opposizione russa. Mamedov ha girato questo video e lo ha pubblicato su internet, dopodiché alcuni canali televisivi lo hanno riportati in diversi servizi.

Come hanno comunicato i parenti di Mamedov, egli ha ascoato la sua abitazione intorno alle 10 del mattino per andare all’ospedale di Neftianikov (a Baku) per far visita a un parente. Alle 11:30 Mamedov ha chiamato a casa, dicendo che sarebbe tornato nel giro di mezzora. Dopo di che, egli è scomparso.

“Alle chiamate sul suo cellulare dalle 14.00 alle 15.30 rispondeva una voce maschile sconosciuta, che diceva che Mamedov non poteva venire al telefono: “ lo sta visitando un dottore”.

Dalle le 15:30 il cellulare era spento. Alle 16:20 alla chiamata del fratello da Mosca, viene risposto che Gilal è stato arrestato dalla polizia, senza fornire alcuna ulteriore spiegazione”, dice il comunicato del IPD.

Solo alle 17:30 la polizia ha confermato l’arresto di Mamedov con l’accusa di possesso illegale di droga.

IPD considera questo come pressione sull’ attivista civile e chiede al governo l’immediato rilascio di Mamedov.

IPD ricorda anche che nel febbraio del 2008, è stato arrestato il precedente capo redattore del giornale “Tolishi Sado” professore, linguista Novruzali Mamedov.

Successivamente fu condannato con l’accusa falsa di spionaggio a favore dell’Iran per 10 anni: morì in seguito alle torture nell’ospedale della prigione.

Secondo le informazioni pubblicate intorno alle ore 20:00, nell’appartamento di Mamedov è stata fatta una perquisizione. Secondo i familiari, gli investigatori hanno portato di nascosto la droga nell’appartamento, che poi è stata “trovata”.

Traduzione di M. Davydova

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