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Ungheria, Klubradio e la libertà di espressione

Vi trasmettiamo l’ultimo comunicato diffuso da Klubradio:

KlubRadioThe Media Council’s series of decisions violating the principle of the rule of law is a threat to the freedom of the press

Klubrádió’s press release concerning the latest letter issued by the Media Council’s press office claiming that the authorities do whatever they can to support the radio’s uninterrupted operation

We did not ask for the Media Council’s sympathy about the tender concerning the Esztergom and Tatabánya coverage area in which no winner had been declared. The only reason why this tender was unsuccessful is that the authority had issued an atrocious call for tenders, as confirmed by the Budapest High Court of Appeal. It was the Media Council’s negligence but it is Klubrádió that pays the price. According to the judgment of the Court, the Media Council’s call for proposals had been so irrational and unprofessional that it was impossible to submit a proposal that met the applicable formal requirements. As a result, it is the Media Council’s duty to mitigate the damage caused and issue a temporary license for broadcasting in the two towns.

According to the Media Council’s press release, the Council will do whatever they can to make uninterrupted operation possible for Klubrádió, and they intend to prove this by issuing another 60-day extension (the twelfth of such extensions). However, this statement contradicts the facts as judgment after judgment confirms that that the authority’s procedures have been illegal and the Council refuses to comply with the orders of the court. The Council does not abide by the law, it is a law unto itself.

And the statement that the “Media Council continuously offers cooperation to Klubrádió” is utterly false. The truth is that it does not show any willingness to cooperate. They refused to answer our proposals for solutions and did not react to our requests for negotiation.

With the suspension of the operation of our Esztergom and Tatabánya broadcasting stations, we have made it possible for the Media Council to take immediate steps. The Media Council should allow us to take over the Budapest frequency permanently and should issue a new tender for the two country frequencies that meets the applicable professional and moral requirements. Stop causing more harm!

Le donne cecene terrorizzate da un ritorno dei delitti di onore islamici sostenuti dal Presidente.

di Diana Markosian – Special to The Washington Times

29 Aprile 2012

ACHXOY-Martan, Cecenia – Il governo ceceno è apertamente a favore delle famiglie che uccidono i parenti di sesso femminile che violano il loro onore. Così questa repubblica della Federazione Russa abbraccia un’interpretazione fondamentalista dell’Islam, dopo decenni di repressione religiosa sotto il regime sovietico.

Negli ultimi cinque anni, i corpi di decine di giovani donne cecene sono stati trovati gettati nei boschi, abbandonati nei vicoli e lasciati lungo le strade della capitale Grozny, e dei villaggi vicini.

Il Presidente ceceno Ramzan Kadyrov ha detto pubblicamente che le donne morte erano di “facili costumi” e sono state giustamente uccise dai parenti maschi. Ha continuato a descrivere le donne come proprietà dei loro mariti, dicendo che il loro ruolo principale è quello di fare figli.

“Se una donna va in giro e se un uomo va in giro con lei, entrambi dovrebbero essere uccisi“, ha detto Kadyrov, che spesso ha dichiarato che il suo obiettivo è rendere la Cecenia “il più islamico tra i Paesi islamici”.

Nella Cecenia di oggi, l’alcol è del tutto vietato, sono stati introdotti codici di abbigliamento islamico e i matrimoni poligami sono incentivati dal governo.

Alcuni osservatori dicono che il tentativo di Kadyrov di imporre la legge islamica viola la Costituzione russa, che garantisce la parità dei diritti per le donne e la separazione tra Stato e Chiesa.

“Siamo una società tradizionale e conservatrice, ma il governo ha esagerato”, ha detto Lipkhan Bazaeva, responsabile del Centro Dignità delle Donne, un’organizzazione non governativa che promuove i diritti delle donne a Grozny. “Stanno mettendo dei limiti inaccettabili ai diritti delle donne: come individuo, la donna non ha alcun diritto, anche se il marito la picchia, nonostante le leggi russe.”

Anche se gli osservatori concordano sul fatto che i delitti d’onore sono in aumento in Cecenia, la questione rimane in gran parte tabù tra i locali – è molto difficile trovare delle statistiche ufficiali.

“Si sente parlare di questi casi quasi ogni giorno” ha detto un difensore dei diritti umani del posto, che ha chiesto di non rivelare il suo nome poiché ha paura per la sua sicurezza. “È difficile per me indagare su questo argomento, ma su di esso ho lavorato con [l’attivista per i diritti umani] Natasha [Estemirova] per un po’. Ma, ora non posso più farlo. Ho troppa paura ora. Ho quasi rinunciato”.

Estemirova, che ha irritato le autorità cecene con le sue denunce di torture, rapimenti e uccisioni extragiudiziali, è stata trovata morta nei boschi nel 2009 nella vicina Inguscezia con ferite da arma da fuoco alla testa e al torace. Il suo assassino o gli assassini non sono stati trovati.

Pochi osano sfidare apertamente la legge del signor Kadyrov. Ma gli attivisti sostengono che alcune giovani donne musulmane lo fanno clandestinamente, ponendosi in un tiro costante di guerra tra due sistemi di valori.

Milana, una studentessa che frequenta la nona classe a Grozny, mette uno spesso delineatore per occhi, indossa minigonne strette, fuma sigarette ed esce coi ragazzi: tutte cose vietate per una ragazza musulmana in Cecenia. Ha detto di aver sentito molte volte da suo padre: una ragazza cecena che perde la verginità prima del matrimonio è una prostituta, e Allah la punirà. “Se solo i miei genitori sapessero alcune delle cose che ho fatto!” dice con una risatina. “I miei genitori sono troppo severi con me, ma è come qui.”

Gli analisti dicono che uscire o vedersi con persone del sesso opposto può essere una via di fuga per gli adolescenti come Milana, che spesso vivono una doppia vita. “È grande la tentazione di rompere con la tradizione quando sono lontani dalle loro famiglie”, ha detto la signora Bazaeva. “Hanno un buon momento, ma non è senza conseguenze, non in Cecenia”.

In questo piccolo villaggio ceceno, i residenti parlano della ragazza che è stata uccisa ai primi di febbraio dopo aver trascorso una notte in casa del suo ragazzo. Il corpo della sedicenne è stato avvolto in un tappeto tradizionale e riportato a casa di sua madre. I suoi parenti sono sospettati di averla uccisa in nome dell’onore della famiglia.

Per sfuggire a questi severi costumi, alcuni giovani optano per un matrimonio precoce, che vedono come il via di fuga per l’indipendenza, l’attività sessuale e il rispetto sociale. Questo vale anche per i giovani uomini ceceni. Abu-Khadzh Idrisov, 20 anni, che si era sposato era ancora adolescente l’ha sperimentato sulla sua pelle, ha detto. Il suo primo matrimonio all’età di 14 anni è durato appena un anno. Poi si è sposato una seconda volta a 18 anni. Aveva visto la sua futura moglie in un parco a Grozny e, con l’aiuto dei suoi amici, l’aveva rapita. “Quando l’ho sposata, onestamente sapevo solo due cose: il suo nome e la scuola dove studiava. Avevamo parlato insieme solo una volta”, ha ricordato. “Ma noi abbiamo tradizioni e regole estremamente severe in Cecenia, e non si può semplicemente ignorarle. Io porto il nome della mia famiglia, e se lo vengono a sapere, avrò problemi”.

Trad. di Massimo Ceresa

http://www.washingtontimes.com/news/2012/apr/29/chechen-women-in-mortal-fear-as-president-backs-ho/?utm_source=RSS_Feed&utm_medium=RSS

Russia, Putin pronto a soffocare le proteste

Putin reagisce. Dopo mesi di proteste, manifestazioni, sit in, il neo eletto presidente russo è pronto a limitare con forza ogni atto non gradito al regime. Nella notte, la Duma, la camera bassa dell’Assemblea Federale Russa, ha quindi approvato una legge che ostacola ancora di più il diritto a riunirsi liberamente sancito dall’art. 31 della Costituzione. A nulla sono serviti i tentavi dell’opposizione. La legge è stata approvata, dopo una lunga discussione, con 241 sì e 147 no.

Che cosa cambia?

Cambia il peso della multa prevista per le manifestazioni non autorizzate. Ora, chi partecipa a un corteo non autorizzato dovrà pagare una sanzione che puà arrivare fino a 300 mila rubli (più di 7000 euro) contro i 2 mila (circa 50 euro) previsti dalla vecchia legge. Se partecipare è tanto rischioso, quanto può essere una multa per chi organizza una simile manifestazione? Ben un milione di rubli (quasi 250 mila euro).

Il cambiamento avviene a una settimana dalla protesta indetta dall’opposizione per il 12 giugno. Un caso?

Denis Bilunov:”In Russia qualcosa sta cambiando”

Annaviva è in queste ore con Denis Bilunov alla Libreria Popolare di via Tadino 18, Milano, per parlare della situazione politica in Russia.

L’opposizione è attiva e numerosa (alle manifestazioni di domenica 6 maggio hanno partecipato tra le 60mila alle 100mila persone provenienti da tutto il Paese, non solo moscoviti, a differenza delle manifestazioni di dicembre. Sarebbero stati anche di più ma, in 72 casi, la polizia è intervenuta per bloccare i manifestanti, per esempio chiudendo la stazione ferroviaria).

Rispetto alle proteste degli ultimi mesi, Bilunov sottolinea che nelle ultime proteste c’è stata più voglia di provocare gli scontri con la polizia che controllava che il corteo seguisse il percorso prestabilito (per potervi accedere bisognava superare i metal detector).

Qualche risultato è stato ottenuto. Per esempio Denis Bilunov dice che a novembre, per poter formare un partito, servivano 45mila firme provenienti da 43 diversi Paesi della Federazione russa (ovvero la metà delle regioni) mentre ora ne bastano 500.

“Alle manifestazioni di marzo non c’era tanta gente quanto durante le proteste di dicembre e febbraio. Le persone erano deluse e rassegnate”, continua Bilunov. “I radicali hanno quindi deciso di indirre una specie di guerra per il 6 maggio, il giorno prima dell’investitura di Putin“. Così è stato…
Non tutta l’opposizione era d’accordo, però. Si sentiva il bisogno di qualcosa di più aggressivo rispetto al solito comizio ma non il confronto violento. La soluzione era quella di organizzare, dopo il discorso, un accampamento in strada fino a quando la polizia lo avrebbe reso possibile. In questo mondo si sarebbe potuto attirare maggiormente l’interesse mondiale.
Alla vigilia del 6 maggio Bilunov non si sarebbe mai aspettato tutta quella folla (secondo lui, erano come minimo 50mila). Vista la situazione, si è deciso di fermare il corteo al ponte che porta al Cremlino, senza girare nella via a destra come pattuito con le autorità. L’intenzione era solo quella di spaventare ma qualcuno, particolarmente arrabbiato, è andato oltre… così sono iniziati gli scontri. La polizia ha usato i manganelli, fumogeni, macchine ad acqua a pressione… Ci sono stati lanci di molotov, probabilmente portati da provocatori, visti i controlli rigidi e rigorosi che facevano all’ingresso del corteo.
Navalny e Udaltsov, a quel punto, hanno cercato di parlare alla folla dal palco ma sono stati arrestati. I manifestanti sono rimasti poi in strada fino alle 22 e per una ventina di minuti sono riusciti anche ad aprire le tende. La manifestazione è stata un successo.

“Dal 7 maggio ci sono persone che cercano di accamparsi in giro per la città – racconta Bilunov – Se vengo mandati via, loro si spostano da un’altra parte e ricominciano, senza violenza. Se arrivano i poliziotti cercano di scappare. Le persone decidono questa specie di ‘campeggi’ con i social network“. Questa forma di protesta sta funzionando anche a San Pietroburgo. Da domenica circa mille persone sono state arrestate e, alcuni di loro, persino più di una volta.

“In questo momento – racconta il nostro ospite – mille persone sono accampate e cantano con una chitarra in stile Woodstock. La polizia sta aspettando di decidere il da farsi perché sanno che se li mandano via, questa gente si posizionerà da un’altra parte di Mosca“.

Secondo Bilunov, l’autorità cercherà di tenere Navalny e Udaltsov in carcere più tempo possibile ma vista la protesta in atto potrebbe avere paura. Forse anche la rinuncia di Putin di andare al G8 negli Usa è dovuta alla situazione in patria e alla possibilità di critiche da parte degli altri capi di Stato.

“Per risultati solidi non bastano le proteste, serve una struttura politica ma la gente non è pronta, molti sono influenzati dall’idea che la politica significhi solo corruzione e non bisogna creare partiti o simili. Il nostro, soprattutto mio compito essendo uno dei mediatori più abili, è quello di mettere tutti a un tavolo e cercare di formare, se non un partito, un ente pubblico che unisce sotto un certo slogan tutto quello che sta succedendo. Così potremo dire alla gente cosa fare, facciamo vedere come la democrazia può funzionare e creare un’alternativa credibile. Ci sono decina di migliaia di persone disponibili a seguirci ma dobbiamo poi convincerli delle nostre idee”. Per Bilunov, nonostante l’opposizione sia molto eterogenea (le ideologie importanti sono tre: comunisti, nazionalisti e liberali-democratici, come Bilunov) c’è la possibilità di trovare un accordo.

“Il gioco di Putin è stare al centro, né a destra, né a sinistra, senza dei veri e propri valori politici, ideologie. Forse quello che gli importa sono solo i soldi. Il potere potrebbe essere solo un mezzo per conservare il suo patrimonio”, risponde il nostro ospite a una domanda. “Altrimenti avrebbe già stipulato accordi con l’Ucraina“.

Per il 12 giugno, in occasione della festa di indipendenza, ci sarà un’altra grande manifestazione. Intanto continueranno sit-in in strada come stanno succedendo in questi giorni.

Secondo Denis Bilunov non c’è il pericolo che Putin agisca in modo autoritario sulla Costituzione per paura delle reazioni internazionali, la Russia ormai fa parte dell’Europa e dell’Occidente.

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