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Amnistia, Pussy Riot e attivisti Greenpeace presto liberi

imageArriva la tanto sperata e reclamata amnistia per i due membri delle Pussy Riot ancora in carcere, Nadia Tolokonnikova e Maria Alyokhina, così come per gli attivisti di Greenpeace. È il risultato del provvedimento discusso e approvato oggi al Cremlino. Secondo il testo finale, l’amnistia riguarderà tutti i condannati per reati che prevedono meno di 5 anni di carcere, gli imputati per reati minori ancora in attesa di giudizio, madri con figli minori, disabili, donne in stato interessante, ultra sessantenni, poliziotti e militari.

Tra i beneficiari dell’amnistia anche gli attivisti di Greenpeace accusati di pirateria per l’assalto alla piattaforma Gazprom nell’Artico.

Secondo quanto riportato dalle agenzie russe, il provvedimento entrerà in vigore entro il weekend e sarà attuata nei prossimi sei mesi.

In attesa di rivedere le Pussy Riot finalmente in libertà ci vediamo il 19 dicembre alle 20,30 nella Libreria Popolare di via Tadino 18 Milano per farci gli auguri di Natale e brindare a questa bella notizia! Vi aspettiamo

Fonte: Corriere.it

Letta #metticilafirma per gli Artic30

cristian greenpeace

Il movimento globale FreeTheArctic30 ha superato i 2 milioni di firme: l’indignazione per la situazione di Cristian e di tutti gli Arctic30, detenuti in Russia per aver cercato di difendere pacificamente l’Artico dalle trivellazioni di Gazprom, è sempre più forte in tutto il mondo.

In Italia 139 parlamentari, di diversi schieramenti politici, sostengono l’appello per la scarcerazione degli Arctic30 e lo stop alle trivellazioni nell’Artico. La nostra speranza è che questo fronte diventi ancora più importante. Manca però una voce rilevante a questo coro, quella del nostro presidente del consiglio Enrico Letta.
Come coinvolgerlo? Clicca qui e invia un messaggio a Enrico Letta, invitandolo a chiedere anche lui FreeTheArctic30. #metticilafirma

30 persone.
56 giorni di prigione in Russia.
15 anni di condanna per pirateria e 7 per vandalismo.
2 milioni di lettere inviate alle ambasciate russe.
139 parlamentari italiani sostengono FreeTheArctic30.

Liberiamo Cristian! #COLPEVOLEDIPACIFISMO #FREETHEARCTIC30

cristian greenpeace

Sono ancora detenuti gli attivisti di Greenpeace che hanno manifestato contro le trivellazioni russe nell’Artico. Tra di loro c’è un italiano, Cristian, e per lui questa sera alle 23 in piazza Dante a Napoli ci sarà una manifestazione: https://www.facebook.com/events/173735059483767/?notif_t=plan_user_joined

E intanto la mamma di Cristian rinnova il suo appello su internet:
“Sono la mamma di Cristian. Ho detto tante volte quello che penso di questa triste vicenda che ci ha sconvolto la vita, quello che so del sogno di mio figlio, quello che voglio per la felicità di Cristian. Ho scritto a tanti, privatamente, per sensibilizzarli a questa battaglia. Molti ci hanno mostrato attenzione e interesse, invitandoci a una trasmissione, chiedendoci una intervista, riportando una dichiarazione. Poi, in 120mila hanno risposto all’appello di una madre affinché il presidente Napolitano faccia il possibile per riportare Cristian e i suoi compagni a casa. Non finirò mai di ringraziare queste persone per aver dato forza alla mia supplica.
Ringrazio quelli che hanno firmato perché condividono l’ideale ecopacifista della battaglia di Cristian e dei suoi compagni. Ringrazio quelli che invocano la libertà di manifestare il dissenso. Ringrazio quelli che si sono indignati perché quei 30 non hanno fatto niente e quelli che si sono entusiasmati perché invece hanno fatto tanto.
Ringrazio ancora i musicisti, tanti, quelli che Cristian ama, che con la loro musica vanno oltre e dicono tanto… quello che noi non sappiamo dire, e si sono schierati al nostro fianco. Ringrazio le oltre un milione e 400mila persone che hanno firmato l’appello di Greenpeace alle autorità russe.
Ringrazio gli amici di Cristian, i compagni di Greenpeace che hanno condiviso con lui il percorso del volontariato e hanno manifestato tutta la stima per quel mio ragazzo ‘orso’ e ora la preoccupazione per la sua sorte, ma anche gli amici di sempre, che forse Cristian ha trascurato per abbracciare anima e corpo l’impegno ambientalista, ma che, da veri amici, non gli hanno mai girato le spalle.
Ringrazio quelli che incontriamo ogni giorno e con discrezione, a bassa voce, con lo sgomento nel cuore, ci offrono un sostegno che nessuno può darci.
Ringrazio infine tutte le mamme che hanno firmato semplicemente perché… sono mamme. E una mamma non può lasciare sola un’altra mamma che chiede aiuto per il figlio innocente.
A tutti voi, grazie! Raffaela Ruggiero”

Russia, interrogatori preliminari per gli attivisti di Greenpeace

Russia ArcticSono in corso gli interrogatori preliminari per attivisti di Greenpeace fermati la settimana scorsa dalle autorità russe. “Non sono pirati ma hanno infranto leggi internazionali”, ha dichiarato Putin, smettendo così le prime accuse di pirateria lanciate dalle autorità. Greenpeace dice non si sanno ancora quali siano le accuse formali e c’è preoccupazione per la sorte degli attivisti. Per questo l’associazione internazionale rilancia l’appello a firmare la petizione per liberare i giovani fermati (per firmare l’appello clicca qui).

Ed ecco il video dell’accaduto:

 

Russia contro Greenpeace. Attivisti accusati di pirateria

Russia Arctic

Le autorità russe stanno minacciando di portare accuse penali contro gli attivisti a bordo della nave di Greenpeace sequestrata nel Mar Pechora. Gli attivisti erano lì per attirare l’attenzione sui rischi ambientali dell’estrazione di petrolio nelle acque dell’Artico. C’erano 27 persone a bordo (30 secondo Greenpeace), tra cui quattro cittadini russi.

L’unità regionale del comitato investigativo della Russia (Fsb) ha detto che sta considerando di accusare gli attivisti di pirateria, con una pena fino a 15 anni di carcere.

Il 21 settembre, il capo amministrativo del Cremlino Sergei Ivanov ha detto che gli attivisti di Greenpeace hanno agito in modo “troppo radicale”. Parlando a Stoccolma, Ivanov ha detto che Greenpeace è un’organizzazione nota, ma secondo lui, i loro tentativi di salire sulla piattaforma petrolifera “Prirazlomnaya” nel Mar Pechora, assomigliavano alle azioni dei pirati somali.
Greenpeace International ha respinto con forza le accuse russe di pirateria. In una dichiarazione, il consigliere generale del gruppo, Jasper Teulings, ha descritto l’accusa come un disperato tentativo da parte delle autorità russe di giustificare il sequestro illegale della nave di Greenpeace in acque internazionali.
Greenpeace ha detto che i militari russi, armati, hanno forzatamente abbordato e sequestrato la “Arctic Sunrise” il 19 settembre. Il giorno dopo, i due attivisti che erano saliti sulla piattaforma petrolifera russa, di proprietà di Gazprom, sono stati arrestati.
La nave con il resto dell’equipaggio è stato trainato al porto di Murmansk.

“L’Arctic Sunrise è arrivato in queste acque ghiacciate al fianco delle milioni di persone in tutto il mondo, che si oppongono alle trivellazioni petrolifere nell’Artico”, ha detto Greenpeace in una dichiarazione dopo il sequestro. “Insieme abbiamo voluto protestare pacificamente contro i piani di Gazprom a diventare la prima azienda a pompare petrolio dal gelido oceano Artico.”

L’Fsb ha respinto l’affermazione del gruppo secondo cui la nave era in acque internazionali quando è stata sequestrata. Le autorità russe hanno anche detto che gli attivisti in avvicinamento alla piattaforma petrolifera assomigliavano a una bomba.
Greenpeace, che sostiene la non violenza nei suoi sforzi ambientali, ritiene questa accusa “ridicola”.

La Russia, uno dei cinque Paesi che si affacciano sul Mar Glaciale Artico, ha intensificato la ricerca di energia e di altri interessi nell’Artico negli ultimi anni.

Fonte: Radio Free Europe