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Le donne cecene terrorizzate da un ritorno dei delitti di onore islamici sostenuti dal Presidente.

di Diana Markosian – Special to The Washington Times

29 Aprile 2012

ACHXOY-Martan, Cecenia – Il governo ceceno è apertamente a favore delle famiglie che uccidono i parenti di sesso femminile che violano il loro onore. Così questa repubblica della Federazione Russa abbraccia un’interpretazione fondamentalista dell’Islam, dopo decenni di repressione religiosa sotto il regime sovietico.

Negli ultimi cinque anni, i corpi di decine di giovani donne cecene sono stati trovati gettati nei boschi, abbandonati nei vicoli e lasciati lungo le strade della capitale Grozny, e dei villaggi vicini.

Il Presidente ceceno Ramzan Kadyrov ha detto pubblicamente che le donne morte erano di “facili costumi” e sono state giustamente uccise dai parenti maschi. Ha continuato a descrivere le donne come proprietà dei loro mariti, dicendo che il loro ruolo principale è quello di fare figli.

“Se una donna va in giro e se un uomo va in giro con lei, entrambi dovrebbero essere uccisi“, ha detto Kadyrov, che spesso ha dichiarato che il suo obiettivo è rendere la Cecenia “il più islamico tra i Paesi islamici”.

Nella Cecenia di oggi, l’alcol è del tutto vietato, sono stati introdotti codici di abbigliamento islamico e i matrimoni poligami sono incentivati dal governo.

Alcuni osservatori dicono che il tentativo di Kadyrov di imporre la legge islamica viola la Costituzione russa, che garantisce la parità dei diritti per le donne e la separazione tra Stato e Chiesa.

“Siamo una società tradizionale e conservatrice, ma il governo ha esagerato”, ha detto Lipkhan Bazaeva, responsabile del Centro Dignità delle Donne, un’organizzazione non governativa che promuove i diritti delle donne a Grozny. “Stanno mettendo dei limiti inaccettabili ai diritti delle donne: come individuo, la donna non ha alcun diritto, anche se il marito la picchia, nonostante le leggi russe.”

Anche se gli osservatori concordano sul fatto che i delitti d’onore sono in aumento in Cecenia, la questione rimane in gran parte tabù tra i locali – è molto difficile trovare delle statistiche ufficiali.

“Si sente parlare di questi casi quasi ogni giorno” ha detto un difensore dei diritti umani del posto, che ha chiesto di non rivelare il suo nome poiché ha paura per la sua sicurezza. “È difficile per me indagare su questo argomento, ma su di esso ho lavorato con [l’attivista per i diritti umani] Natasha [Estemirova] per un po’. Ma, ora non posso più farlo. Ho troppa paura ora. Ho quasi rinunciato”.

Estemirova, che ha irritato le autorità cecene con le sue denunce di torture, rapimenti e uccisioni extragiudiziali, è stata trovata morta nei boschi nel 2009 nella vicina Inguscezia con ferite da arma da fuoco alla testa e al torace. Il suo assassino o gli assassini non sono stati trovati.

Pochi osano sfidare apertamente la legge del signor Kadyrov. Ma gli attivisti sostengono che alcune giovani donne musulmane lo fanno clandestinamente, ponendosi in un tiro costante di guerra tra due sistemi di valori.

Milana, una studentessa che frequenta la nona classe a Grozny, mette uno spesso delineatore per occhi, indossa minigonne strette, fuma sigarette ed esce coi ragazzi: tutte cose vietate per una ragazza musulmana in Cecenia. Ha detto di aver sentito molte volte da suo padre: una ragazza cecena che perde la verginità prima del matrimonio è una prostituta, e Allah la punirà. “Se solo i miei genitori sapessero alcune delle cose che ho fatto!” dice con una risatina. “I miei genitori sono troppo severi con me, ma è come qui.”

Gli analisti dicono che uscire o vedersi con persone del sesso opposto può essere una via di fuga per gli adolescenti come Milana, che spesso vivono una doppia vita. “È grande la tentazione di rompere con la tradizione quando sono lontani dalle loro famiglie”, ha detto la signora Bazaeva. “Hanno un buon momento, ma non è senza conseguenze, non in Cecenia”.

In questo piccolo villaggio ceceno, i residenti parlano della ragazza che è stata uccisa ai primi di febbraio dopo aver trascorso una notte in casa del suo ragazzo. Il corpo della sedicenne è stato avvolto in un tappeto tradizionale e riportato a casa di sua madre. I suoi parenti sono sospettati di averla uccisa in nome dell’onore della famiglia.

Per sfuggire a questi severi costumi, alcuni giovani optano per un matrimonio precoce, che vedono come il via di fuga per l’indipendenza, l’attività sessuale e il rispetto sociale. Questo vale anche per i giovani uomini ceceni. Abu-Khadzh Idrisov, 20 anni, che si era sposato era ancora adolescente l’ha sperimentato sulla sua pelle, ha detto. Il suo primo matrimonio all’età di 14 anni è durato appena un anno. Poi si è sposato una seconda volta a 18 anni. Aveva visto la sua futura moglie in un parco a Grozny e, con l’aiuto dei suoi amici, l’aveva rapita. “Quando l’ho sposata, onestamente sapevo solo due cose: il suo nome e la scuola dove studiava. Avevamo parlato insieme solo una volta”, ha ricordato. “Ma noi abbiamo tradizioni e regole estremamente severe in Cecenia, e non si può semplicemente ignorarle. Io porto il nome della mia famiglia, e se lo vengono a sapere, avrò problemi”.

Trad. di Massimo Ceresa

http://www.washingtontimes.com/news/2012/apr/29/chechen-women-in-mortal-fear-as-president-backs-ho/?utm_source=RSS_Feed&utm_medium=RSS

Cecenia: la lotta per la moralità delle donne sta diventando sempre più cruenta

Il Centro per i Diritti Umani (HRC) “Memorial” riceve diverse segnalazioni provenienti da varie repubbliche del Caucaso del Nord che danno notizia di casi di discriminazioni, repressioni, umiliazioni, pestaggi e perfino omicidi di donne commessi con il pretesto del rispetto delle tradizioni locali. La situazione è particolarmente drammatica in Cecenia, dove questi crimini vengono spesso commessi dai rappresentanti della legge o con la loro approvazione. Anche le azioni che sembrano volte a proteggere le donne, paradossalmente, mutano in tragedia. In particolare, è stata introdotta una norma che vieta in modo assoluto di effettuare il cosiddetto rapimento della sposa, costume tradizionale nella Repubblica.

HRC “Memorial” è venuta a conoscenza dell’omicidio di un’altra ragazza, commesso da alcuni suoi parenti alla fine dello scorso anno nella Repubblica cecena. Tra le persone coinvolte nel crimine ci sono un capo di un’amministrazione distrettuale e suo fratello, capo del dipartimento di polizia di un altro distretto, lontani parenti della ragazza.

Per ragioni di sicurezza non pubblichiamo il cognome della famiglia, né il quartiere o il villaggio dove la tragedia ha avuto luogo; d’altra parte non siamo venuti a conoscenza dei fatti dai parenti della ragazza uccisa e, comunque, riteniamo che le nostre fonti siano ugualmente affidabili. I genitori della ragazza e le altre persone coinvolte nei tragici eventi si rifiutano in modo categorico di commentare l’accaduto. Abbiamo pure cambiato il nome della ragazza uccisa e trasmesso tutte le informazioni in nostro possesso agli inquirenti.

Heda è stata vittima di uno dei cosiddetti “delitti d’onore“, ancora oggi frequenti nel Caucaso del Nord. Questi crimini sono commessi dai parenti delle ragazze come punizione per la “vergogna” arrecata alla famiglia. In questi casi le forze dell’ordine non svolgono quasi mai delle indagini. Al contrario, non solo ignorano i crimini e le indagini, ma spesso ne diventano essi stessi complici. A volte delle semplici voci o una parola di troppo su una donna dal “cattivo comportamento” possono bastare ad un membro della famiglia per giustificare un omicidio. Anche il semplice gesto di attenzione di un uomo che non abbia annunciato ufficialmente le sue intenzioni alla famiglia della ragazza, o un SMS ricevuto da un numero di telefono sconosciuto, può essere visto come un “cattivo comportamento”. Accade che i parenti costringano la ragazza a sottoporsi ad un check-up medico per sincerarsi che la ragazza non abbia avuto un rapporto sessuale pre-matrimoniale.

Non c’è via di scampo. Oggi le forze dell’ordine cecene prendono ordini dagli organi amministrativi della Repubblica che sono nelle mani di assassini, e li lasciano impuniti. Questo “mix mortale” di tradizioni molto liberamente interpretate e idee brigantesche ha ampiamente sostituito la legge in questi giorni e in questi luoghi.

Nella seconda metà di novembre, poco prima dell’omicidio, Heda, studentessa, si era recata nella città di Groznyj per seguire le sue lezioni. Non avendo fatto ritorno a casa, i suoi genitori, preoccupati, hanno chiesto aiuto alla polizia, dove uno degli agenti era un loro lontano parente. Il giorno dopo Heda è tornata a casa. Come sono andate le cose? Heda era stata in un villaggio di una Repubblica vicina, dalla famiglia del suo fidanzato. Il fidanzato l’aveva portata a casa dei suoi parenti con il suo consenso.

Le tradizioni Vainakhe suggeriscono diverse possibilità per arrivare a contrarre matrimonio. In primo luogo, si può arrivare al matrimonio col consenso preliminare delle famiglie dello sposo e della sposa. In secondo luogo, si può fare senza consenso, quando i giovani capiscono che le loro famiglie non vogliono il matrimonio; in questo caso il fidanzato porta la fidanzata nella casa dei propri parenti, senza che questi ne siano al corrente. La famiglia della fidanzata viene quindi informata della sua presenza presso i parenti del giovane e allora cominciano i negoziati che terminano col matrimonio. Tuttavia, non sempre avviene in questo modo e se le famiglie non riescono a raggiungere il consenso, i parenti del fidanzato a volte sono costretti a riconsegnare la ragazza ai suoi genitori. Un simile scenario porta a forti tensioni nelle relazioni tra le famiglie.

A volte avviene il cosiddetto “sequestro della sposa“: la ragazza viene portata via senza il suo consenso. Questo è considerato un insulto alla famiglia della sposa, tuttavia le famiglie avviano lo stesso le trattative. I successivi sviluppi dipendono da molti fattori: quanto la ragazza è pronta a resistere alla pressione dei suoi parenti, quanto è potente la famiglia della “rapita”, ecc. Ci possono essere esiti diversi: il ritorno a casa della ragazza, un forte conflitto tra le famiglie , un matrimonio forzato.

I parenti del fidanzato di Heda l’hanno rimandata a casa da sola in taxi il giorno dopo che lui aveva portato la ragazza a casa dai suoi, un fatto che contraddice tutti gli Adat[i] e le tradizioni. Non sappiamo cosa li abbia portati a compiere questo passo. Può essere che la famiglia di Heda abbia richiesto il suo ritorno dopo una trattativa con la famiglia del fidanzato, o che le trattative non abbiano mai avuto luogo e la famiglia del fidanzato avesse paura di qualcosa. C’è la possibilità che uno di questi fatti abbia causato gli eventi tragici successivi.

All’inizio del 2011 il Capo della Repubblica Ramzan Kadyrov ha dato la responsabilità dei “rapimenti delle spose”, oltre che ai rapitori stessi, ai capi delle amministrazioni, ai capi dei dipartimenti di polizia e ai capi del clero. Non si può che accogliere con favore qualsiasi lotta contro il fenomeno dei rapimenti. Tuttavia la lotta contro i sequestri della sposa in Cecenia, a volte, ha degli strani risvolti. Gli agenti delle forze dell’ordine non eseguono nessuna azione contro i familiari di coloro che sono vicini al potere e che sono coinvolti in tali rapimenti. Al contrario quando una ragazza si allontana volontariamente dalla sua casa, nel corso degli eventi cominciano a interferire gli agenti di polizia. Si sono verificati casi in cui lo sposo, che aveva portato via la fidanzata con il suo consenso, è stato poi rapito e picchiato dalla polizia e rilasciato solo dopo il pagamento di un riscatto. Oppure casi in cui i fidanzati sono stati costretti a confessare falsi rapimenti alla polizia.

Il clero ceceno ha deciso di fissare una sanzione di un milione di rubli per il sequestro della sposa. Ma chi verifica il sequestro e in che modo? In pratica per accertare il rapimento dovrebbe bastare la dichiarazione della famiglia della ragazza. Invece il parere delle ragazze non viene mai preso in considerazione. Nelle attuali condizioni, in Cecenia, quasi tutte le famiglie rischiano di non avere giustizia dal clero musulmano che è di fatto nominato dalle autorità laiche della Repubblica.

Forse questa drammatica e discutibile situazione riguardante la combinazione dei matrimoni e le tradizioni sul matrimonio in Cecenia, possono spiegare la paura dei parenti del fidanzato di Heda che hanno rispedito a casa la ragazza da sola in taxi dopo una notte trascorsa nella loro casa. Anche se non è chiaro il motivo per cui essi non l’abbiano rimandata a casa lo stesso giorno del suo arrivo.

Il timore è cresciuto quando si è scoperto che il capo del quartiere e un suo fratello – un agente di un reparto delle forze dell’ordine – erano lontani parenti di Heda.

In preda al panico, quando hanno infilato Heda nel taxi, i parenti del fidanzato le hanno chiesto di non fare i loro nomi, promettendo di chiederla ufficialmente in matrimonio subito dopo “aver risolto la situazione”.

Al suo ritorno a casa il destino di Heda ha iniziato a diventare tragico. In primo luogo, messa sotto pressione la ragazza ha raccontato ai suoi parenti quello che era successo. Poi, per qualche ragione, i suoi lontani parenti – il suddetto ufficiale e un agente di pubblica sicurezza, un ex noto ribelle – sono stati coinvolti nella faccenda. A quanto pare hanno ritenuto che con il loro comportamento inadeguato Heda, il suo fidanzato e i parenti di questo, avessero commesso un affronto alla loro famiglia. È noto che Heda è stata più volte portata via da casa, picchiata e insultata, perché aveva affermato di voler raggiungere gli insorti. Questo è durato fino all’inizio di dicembre. La madre di Heda e i fratelli minori non hanno fatto nulla e la ragazza ha umilmente accettato il suo destino.

Il 2 dicembre, sono arrivati a casa di Heda un suo cugino poliziotto e un altro parente che si era già accanito contro la ragazza. Hanno detto che alcune persone, arrivate in macchina, avrebbero voluto parlare con lei. Non appena Heda è uscita di casa, è stata costretta a salire in macchina e portata verso una direzione sconosciuta. Dopo 10 minuti il suo corpo è stato gettato davanti alla porta di casa. È stata soffocata con il suo stesso scialle che le è stato lasciato intorno al collo. Gli abitanti del villaggio hanno detto che il cugino avrebbe giurato ai genitori della ragazza di non averla mai toccata e di averla solo consegnata alle persone dell’automobile.

Nessun parente della ragazza è disposto a commentare l’evento.

Ottenuto il via libera dei parenti in linea paterna della ragazza, gli assassini hanno chiesto che il fidanzato di Heda e i suoi fratelli fossero linciati.

Nel mese di dicembre il villaggio dove il fidanzato di Heda viveva con la sua famiglia è stato circondato da alcuni agenti delle forze dell’ordine. Per due giorni hanno vietato a tutti di lasciare il villaggio, chiedendo di consegnare i fratelli. Tuttavia questi sono riusciti a fuggire.

Nonostante i protagonisti di questa tragica storia vorrebbero tenere nascosta questa vicenda, non possiamo restare indifferenti a queste tragedie che si svolgono nel nostro paese.

HRC “Memorial” ha fatto appello alle forze dell’ordine di verificare questi fatti e di adottare tutte le misure necessarie per investigare sul delitto e punire i colpevoli.

23 MARZO 2012

Traduzione a cura di Massimo Ceresa

http://www.memo.ru/eng/news/2012/03/23/2303121.htm


[i] La cultura cecena si basa sui valori comuni caucasici. Questi valori hanno formato la legge tradizionale caucasica che si adatta alle norme della Sharia, la legge religiosa islamica. Le leggi della Tradizione musulmana del Caucaso si chiamano “Adat”.