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Vendetta contro Yukos: ridotta la pena a Lebedev

Una buona notizia arriva da Mosca.
Un tribunale russo ha infatti ridotto di 3 anni e 4 mesi la pena per Platon Lebedev, socio dell’ex magnate del petrolio Mikhail Khodorkovski che, secondo il suo avvocato, potrebbe vedersi aprire le porte della prigione in anticipo sui tempi previsti e tornare libero nel 2013. Il tribunale di Velsk in Arkhanguelsk, dove Lebedev e’ detenuto, ha accolto parzialmente la richiesta della difesa del socio di Khodorkovski riducendo la pena a 9 anni e 8 mesi, rispetto alla condanna iniziale di 13 anni di detenzione. I due soci, condannati per frode, in un processo di repressione politica verso i dissidenti, sono detenuti dal 2003.
Annaviva spera che presto possano entrambi lasciare le celle del regime.

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Khodorkovskij: da Mosca finalmente una buona notizia

Dalla giustizia russa arriva finalmente un segnale positivo rispetto alla persecuzione politica cui viene sottoposto l’ex oligarca Mikhail Khodorkovskij (e Platoon Lebedev).
I due rischiano il “fine pena mai” solo per aver finanziato liberali, comunisti e oppositori al tiranno Putin.
Ora il processo potrebbe essere rivisto:
http://www.tmnews.it/web/sezioni/nuovaeuropa/PN_20120731_00198_NE.shtml
Esponenti del regime si sono espressi a favore dei due imprenditori:
http://notizie.virgilio.it/notizie/esteri/2012/07_luglio/31/khodorkovsky_legali_confermano_ordinata_revisione_processi_-2-,35902109.html
Annaviva (nella foto durante l’incontro moscovita con i genitori di Khodorkovskij) chiede l’immediata scarcerazione loro e di tutti i detenuti politici della Russia di Putin.

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Ivan Kostin libero, l’Italia ha detto no all’estradizione

Annaviva ne era certa: non sussistevano motivi per estradare Ivan Kostin in Russia. L’imprenditore, accusato in madrepatria di approvazione indebita, era sicuramente uno dei numerosissimi cittadini russi finito nei guai solo perché inviso a qualche potentato locale.

Lo avevamo sostenuto a più riprese.

Intervistando Kostin a Roma, dove – dopo qualche mese a San Vittore – era agli arresti domiciliari, in attesa dell’estradizione:

http://youtu.be/jInHMNzgNLI

Invitando la moglie e il giornalista Grigori Pasko a Milano il giorno della prima udienza di estradizione:

http://youtu.be/M0j-HPTiT9E

Già a marzo i giudici avevano chiesto ulteriori informazioni alle autorità russe, non giudicando sufficienti le carte trasmesse da Mosca: difficile per chiunque credere che Ivan avesse portato via, dall’azienda fondata dal padre, centinaia di litri di cognac invecchiato per sostituirlo con quello giovane e lucrare (milioni di rubli) grazie a questa operazione, senza che nessuno se ne accorgesse.

Per Annaviva valeva un po’ lo stesso discorso che riguarda il prigioniero politico Mikhail Khodorkovskij: si contestano reati fiscali per nascondere motivi molto più abbietti.

Ora è arrivata la sentenza della Corte d’appello di Milano, chiamata a decidere sull’estradizione dato che Kostin, del tutto ignaro del mandato di cattura, era stato arrestato proprio nel capoluogo lombardo, dove era venuto a seguire una fiera del vino; proveniva da Israele dove abitava da anni con moglie e figli e dove nessuna autorità aveva mai pensato di arrestarlo per rispedirlo in madre patria.

La Corte ha appena rigettato l’istanza di estradizione!

Kostin è ora libero anche se non potrà lasciare il paese prima di 15 giorni.

I giudici milanesi hanno negato che dietro la persecuzione giudiziaria ci fossero motivi politici. Certo, Ivan non è un “prigioniero politico“, ma bisognerebbe capire il contesto in cui nascono queste accuse, questi processi.

Un terzo delle persone in carcere in Russia ci finiscono per reati “economici”. E sono per lo più imprenditori e affaristi.

Comunque, la Corte d’appello milanese, pur non valutando la sussistenza di ragioni politiche, ha valutato insufficienti le prove prodotte per estradare Ivan in Russia. 

Ora ci auguriamo che questi 15 giorni passimo in un soffio e che Ivan possa subito tornare in Israele ad abbracciare moglie e figli.

Così eviterà quel destino che Grigori Pasko (amico giornalista finito nelle celle del regime putiniano) prevede per i suoi connazionali nel bellissimo “Come sopravvivere alle prigioni in Russia” (Bollati Boringhieri, 2010): «Gli abitanti della Russia si dividono in due categorie: chi sta in galera e chi si prepara ad andarci».

Un libro che consiglio a tutti i giudici che valuteranno i prossimi casi di estradizione verso la Russia di Putin.

Andrea Riscassi

Finita la pantomima di Medvedev: niente grazia a Khodorkovskij

Come avevamo ampiamente previsto anche l’ultima mossa di Medvedev nella sua carica di presidente della Federazione Russa si è rivelata propagandistica: niente grazia al prigioniero politico Mikhail Khodorkovskij.
Questo un pezzo sul caso:
http://www.24notizie.com/news/khodorkovsky-medvedev-contrario-perdono-senza-richiesta-clemenza

Del presidente uscente rimarrà nella memoria la sua frase pronunciata nell’estate di due anni fa: abbiamo individuato gli assassini di Natasha Estemirova. Stiamo ancora aspettando che li arrestino…

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