Archivi tag: mikhail khodorkovsky

Mikhail Khodorkovsky e Open Russia: “Attivismo sociale, non politica”

Mikhail KhodorkovskyNel suo ultimo post Mikhail Khodorkovsky spiega perché l’attivismo sociale è attualmente più importante per lui rispetto alla politica e parla dei suoi obiettivi personali e quelli di Open Russia.

Khodorkovsky insiste sul fatto che le persone sono più importanti delle risorse, che l’unico modo per la Russia ha per stimolare la crescita economica è quello di fare un salto tecnologico, che un governo spietato non è la stessa cosa di uno forte e come si può collaborare per una Russia prospera e aperta.

“Dovremo creare un sistema politico che non permette a un singolo individuo di concentrare un potere illimitato nelle sue mani. E un tale sistema può essere costruito solo nell’ambito di una società civile sviluppata. È per questo che sono impegnato nell’attivismo sociale piuttosto che nella politica.

Le forze di opposizione in questo momento non hanno un chiaro programma per il cambiamento. Il nostro compito deve essere quello di progettare un futuro in cui tutti vogliono vivere. La costruzione teorica del futuro è uno dei principali progetti di Open Russia. Stiamo progettando di arruolare i maggiori esperti provenienti dalla Russia e da tutto il mondo per contribuire allo sviluppo del nostro programma. In due anni presenteremo un programma a pieno titolo di trasformazione e di sviluppo.

Open Russia non è un partito politico. Abbiamo in programma di schierare i candidati della nostra parte. Allo stesso tempo, incitiamo il cambiamento e siamo pronti a prendere su di noi la creazione di infrastrutture che potrebbero correggere le distorsioni nel sistema elettorale. Organizzeremo un sistema di monitoraggio che non solo denunciarà, ma preverrà le frodi. Ci sarà anche la possibilità di offrire ai candidati il ​​supporto di esperti, aiutandoli a formulare programmi regionali, raccogliere firme e superare gli ostacoli proibitivi.

Noi non ci disinteressiamo di problematiche sociali ed educative e dedicheremo particolare attenzione alle discipline umanistiche.

Assistere i prigionieri politici è di fondamentale importanza, perché essi dimostrano, al sistema di applicazione della legge, che le regole possono essere infrante – e così facendo si estrapola questa pratica per la popolazione in generale”.

Testo originale: Medium.com

Intervista a Mikhail Khodorkovsky

In russo dal sito: http://grani.ru/Politics/Russia/yukos/m.222687.html#media-222682


Al 12esimo minuto si parla della guerra e del Caucaso del Nord:
“Risposta:…Si tratta essenzialmente del problema del senso della nazione, dello stato nazionale che è essenzialmente uno stato dei russi e ovviamente uno stato che ingloba molte minoranze e però sarebbe poco realistico ritenere che i problemi delle minoranze si possano risolvere con dei negoziati con i Tatari, i Baschiri, gli Iacuti. E’ assolutamente non realistico in quanto si parla di milioni di persone, questa soluzione non la vedo.
Quello che entra in gioco è il concetto di integrità territoriale, e l’integrità territoriale in un certo senso è il concetto nei confronti del quale tutti i problemi delle minoranze vengono considerati subordinati perchè i problemi che possono avere le singole minoranze nonostante coinvolgano milioni di persone vengono considerati inferiori o di secondo ordine rispetto all’enorme problema che potrebbe derivare dalla rottura dell’integrità territoriale.
I problemi reali del paese tuttavia, per quanto grandi possano essere, risultano meno pericolosi di quello che potrebbe essere una rottura dell’integrità territoriale o una separazione all’interno del paese e qui veniamo a parlare del Caucaso del Nord e di eventuali separatismi.
Certo che è un problema, un punto di crisi che ha portato e porterà milioni e milioni di vittime. La guerra è una cosa terribile, una cosa brutta. Però se lei mi chiede di fare una scelta tra l’infrangere l’unità territoriale e la guerra, io allora le dico la guerra.
Domanda: C’è stato a esempio per quanto riguarda rivendicazioni territoriali, separatismi ecc. l’esempio molto civile della Cechia e della Slovacchia, che una volta appurata una certa situazione hanno deciso di dividersi.
Risposta: Io lo so, conosco il caso, lo so benissimo, io non voglio giudicare gli altri e non voglio neanche considerare questo caso come una ricetta globale che si possa esportare altrove, perchè noi siamo in Russia, abbiamo le nostre tradizioni e non abbiamo un livello culturale nel senso di civile e democratico ecc. come lo avevano i Cecoslovacchi all’epoca della loro spartizione. Per cui se lei mi chiede se in caso di guerra io andrei a combattere, io andrei a combattere.
Domanda: Per chi, per che cosa?
Risposta: Per il Caucaso del Nord, la nostra terra per la quale abbiamo combattuto e che abbiamo conquistato. Se ben pensiamo, al mondo non esistono terre che non siano prima o poi state conquistate da qualcuno e quella è una terra che abbiamo conquistato.

In inglese, la Bbc intervista Mikhail Khodorkovsky a Berlino, a pochi giorni dalla scarcerazione:

Berlino, prima conferenza stampa di Khodorkovsky dall’uscita dal carcere

khodorkovsky libero

Domenica 22 dicembre Berlino ospiterà la prima conferenza stampa di Mikhail Khodorkovsky dopo l’uscita ieri dal carcere grazie al decreto firmato dal presidente Putin. La conferenza stampa si terrà alle 13.00 al Museum Haus situato in luogo simbolico della capitale tedesca: Checkpoint Charlie, uno dei più noti posti di blocco tra Berlino Est e Berlino Ovest dal 1961 al 1989, anno della caduta del muro.

Interessante anche la scelta della location. La Museum Haus è stata fondata dall’attivista per i diritti umani Rainer Hildebrandt e raccoglie la storia del muro di Berlino, di chi è riuscito ad attraversarlo e di chi, invece, ha perso la vita nel tentativo di raggiungere l’altra parte della città. Oggi il museo ospita anche una mostra sui movimenti che hanno promosso la difesa dei diritti umani dal 1800 ai giorni nostri.

La conferenza stampa si terrà il 22 dicembre alle 13.00 al Museum Haus di Berlino ed ecco il primo messaggio di Mikhail Khodorkovsky riportato sulla pagina Facebook dell’ex prigioniero politico e sul sito a lui dedicato, http://www.khodorkovsky.com:

Dear friends,
On November 12, I asked the President of Russia to pardon me due to my family situation, and I am glad his decision was positive.
The issue of admission of guilt was not raised.
I would like to thank everyone who has been following the Yukos case all these years for the support you provided to me, my family and all those who were unjustly convicted and continue to be persecuted. I am very much looking forward to the minute when I will be able to hug my close ones and personally shake hands with all my friends and associates.
I am constantly thinking of those who continue to remain imprisoned.
My special thanks is to Mr. Hans-Dietrich Genscher for his personal participation in my fate.
First of all I am going to repay my debt to my parents, my wife and my children, and I am very much looking forward to meeting them.
I will welcome the opportunity to celebrate this upcoming holiday season with my family. I wish everyone a Merry Christmas and a Happy New Year!
Mikhail Khodorkovsky

Per poter accedere alla conferenza stampa è strettamente necessario l’accredito. Per richiederlo potete scrivere christian.hanne@hm-kom.de e lee@tetra-strategy.co.uk con il vostro nome e l’associazione che rappresentate.

Mikhail Khodorkovsky esce dal carcere

Mikhail Khodorkovsky

Dopo l’amnistia per le Pussy Riot e per gli attivisti di Greenpeace, esce finalmente dal carcere anche Mikhail Khodorkovsky che ha appena ricevuto la grazia dal presidente Putin.

“Guidato dai principi umanitari, io decreto di graziare il condannato Khodorkovsky Mikhail Borisovich, nato nel 1963 a Mosca, liberandolo da un’ulteriore punizione carceraria”, si legge nel documento firmato dallo stesso Putin.

“Ci rallegriamo per la sua liberazione e lo aspettiamo a casa. Riteniamo che sia già uscito dalla colonia, ci crediamo e siamo contentissimi”, ha riferito il padre di Mikhail Khodorkovski, Boris Khodorkovsky, che Annaviva ha incontrato nel suo ultimo viaggio a Mosca a marzo 2012, insieme alla moglie Maria Khodorkovskaya che a Russia Today TV ha detto: “Troppe cose sono successe fino a ieri. Ancora non ci credo”.

Grande attesa e confusione. Sul sito delle prigioni russe si parla di Khodorkovsky già libero ma i giornalisti che lo attendevano davanti al carcere non l’hanno visto ancora uscire.

Fonte: Ansa, The Guardian

Russia, Khodorkovsky resta in carcere

Khodorkovsky mikhailNonostante gli interventi dell’opinione pubblica internazionale e il richiamo del parlamento europeo, la Corte Suprema russa ha respinto il ricorso dei legali di Mikhail Khodorkovsky e del suo socio Platon Lebedev, che chiedevano la revisione della sentenza di colpevolezza emessa dai giudici al termine del secondo processo contro i due imprenditori.

Khodorkovsky, un tempo l’uomo più ricco della Russia e a capo della compagnia petrolifera Yukos, è in carcere dal 2003. Un primo processo nel 2005 lo ha condannato a otto anni di prigione per truffa e frode fiscale. Un secondo processo nel 2010 ha aumentato la pena a 14 anni (ridotti di due anni in appello) per riciclaggio di denaro e furto di petrolio per riciclaggio di denaro e furto. L’ex oligarca dovrebbe essere rilasciato ad agosto 2014, mentre Lebedev a maggio 2014.

Reading internazionale di solidarietà con Mikhail Khodorkovsky, Platon Lebedev e i prigionieri politici russi

Annaviva, in collaborazione con lattOria e Libreria popolare di via Tadino è lieta di invitarvi al

Reading internazionale di solidarietà con Mikhail Khodorkovsky, Platon Lebedev e i prigionieri politici russi

25 OTTOBRE 2013 ORE 21.30
Libreria Popolare, via Alessandro Tadino, 18 – 20124 Milano

mikhail khodorkovsky platon lebedev

«Mi ricordo l’ottobre del 2003. Il mio ultimo giorno da uomo libero. Alcune settimane dopo il mio arresto, mi hanno informato che il presidente Putin aveva deciso: avrei dovuto “mandare giù brodaglia” per 8 anni. Era difficile crederci allora». A distanza di 10 anni, l’ex oligarca russo Mikhail Khodorkovsky, proprietario della compagnia petrolifera Yukos, si trova ancora in carcere. Insieme a lui il socio in affari Platon Lebedev. Sono stati condannati in due diversi processi, nel 2005 e nel 2010, per reati fiscali. Le stesse accuse rivolte oggi al blogger russo anti-Putin Aleksej Navalny. Anche Khodorkovsky si era schierato apertamente contro lo zar di Russia appoggiando movimenti di opposizione e per questo, secondo esponenti della società civile e organizzazioni in difesa dei diritti umani, sta pagando un caro prezzo.

Il 25 ottobre, giorno del decimo anniversario dell’incarcerazione dell’ex oligarca russo, del “prigioniero di coscienza” come lo ha definito Amnesty International, Annaviva aderisce all’iniziativa promossa dal Festival della Letteratura di Berlino e vi invita a partecipare al reading internazionale per la libertà dei prigionieri politici in Russia. Durante l’evento, che si terrà in contemporanea in diverse capitali del mondo, Sara Urban e Martina De Santis, attrici della compagnia teatrale lattOria, leggeranno brani tratti dalla corrispondenza tra l’imprenditore ed esponenti del mondo della cultura russa. Nel corso della serata verrà proiettato un breve filmato dell’incontro a Mosca tra una delegazione di Annaviva e i genitori di Mikhail Khodorkosky.

Annaviva – L’associazione Annaviva promuove la libertà di stampa e la tutela dei diritti umani nell’Est Europa. Il suo nome si ispira ad Anna Politkovskaja, giornalista russa assassinata a Mosca il 7 ottobre 2006. A lei, al suo lavoro, al suo impegno nel raccontare la verità, il 12 giugno 2013 il Comune di Milano ha intitolato un parco. I giardini Politkovskaja oggi sorgono in zona corso Como grazie alla petizione popolare promossa da Annaviva nel 2011 e firmata da oltre 2mila persone.

Progetto teatrale LattOria – Dopo il successo dello spettacolo teatrale “El’sa K”, scritto da Andrea Riscassi per la regia di Alessia Gennari, che ha debuttato nel 2011 in occasione dell’anniversario della morte di Anna Politkovskaja, continua la collaborazione tra Annaviva e lattOria. LattOria nasce come progetto e gruppo di lavoro nel 2009 e si costituisce come associazione culturale nel 2010. Alessia Gennari, regista, e Sara Urban, attrice, ne sono i soci fondatori. LattOria nasce dalla convinzione dell’importanza del teatro quale interlocutore sociale privilegiato e si propone di lavorare a progetti teatrali che siano espressione della relazione fra teatro e reale, a spettacoli che vogliono riflettere sulla contemporaneità mediante il ricorso a parole, storie, linguaggi classici o drammaturgie originali. LattOra attualmente è impegnata in una collaborazione con ArteVox per lo spettacolo “Elena. Tragedia lirica sulla deriva del mito” in scena al Teatro Elfo Puccini.

Parlamento europeo: Khodorkovsky vittima di ingiustizia

Khodorkovsky mikhail

Giovedì, il parlamento europeo, nel corso di un dibattito, ha parlato di un decennio di ingiustizie per Mikhail Khodorkovsky e ha emesso un rimprovero pungente alla Russia perché, con questo atteggiamento, accelera il declino dello stato di diritto nel Paese.
Il dibattito faceva parte di una discussione più ampia sulla crescente preoccupazione per le leggi restrittive contro la libertà di espressione, d’identità sessuale e di organizzazione in Russia.

Khodorkovsky si prepara a celebrare il suo decimo anniversario dietro le sbarre e intanto i deputati di tutti i gruppi politici del parlamento europeo si sono riuniti a Strasburgo per attirare l’attenzione sull’allarmante aumento delle misure repressive nei confronti dei difensori dei diritti umani e dei manifestanti politici. Inoltre si è parlato di un aumento di violenza contro le persone LGBTI e gli stranieri in Russia.

Charles Tannock, un conservatore britannico, ha presentato l’incarcerazione di Khodorkovsky come l’inizio della spirale discendente della Russia verso l’autoritarismo, dicendo: “Dieci anni fa Mikhail Khodorkovsky è stato imprigionato, una vittima della giustizia selettiva. Il suo caso è illustrativo di un declino grave e prolungato dello stato di diritto in Russia, Paese in cui governo è di fatto diventato un nemico per tutti coloro che desiderano vivere la loro vita in pace, senza nuocere a nessuno”.

Marije Cornelissen, olandese, ha detto al Parlamento: “Dobbiamo smettere di trattare le autorità russe come amici perché non sono, non sono amici dei diritti civili, non sono amici del popolo russo. Sono solo amici del loro stesso potere. Cerchiamo di essere chiari, non ci può essere una maggiore liberalizzazione del commercio e dei visti senza più rispetto per i diritti civili“.

Eduard Kukan, europarlamentare di centro-destra ed ex ministro degli esteri, ha detto: “La Russia si rivolge alla sua società civile diffondendo paura e rendendo il lavoro di alcune Ong impossibile. Il sistema di giustizia diventa allora uno strumento di potere politico. Si crea una società in cui alcuni gruppi sono vulnerabili e trattati come cittadini di seconda classe”.

Leonidas Donskis, illustre politologo, ha richiamato l’attenzione sul paradosso che la Russia ha sempre avuto ovvero cercare di stigmatizzare “il meglio della Russia”e ha concluso: “Non dobbiamo tacere” .

Annaviva ha in programma per il 25 ottobre alle 21.30 nella Libreria Popolare di via Tadino, Milano, un incontro su Mikahil Khodorkovsky. Siete tutti invitati!

Lettera di Mikhail Khodorkovsky alle Pussy Riot Nadezhda Tolokonnikova e Maria Alekhina

Khodorkovsky mikhail

Il prigioniero politico Mikhail Khodorkovsky ha scritto una lettera ai due membri del gruppo Pussy Riot che sono stati condannati al carcere, Nadezhda Tolokonnikova e Maria Alekhina. Vi riportiamo la lettera pubblicata da HRO.org

Per Nadezhda Tolokonnikova e Maria Alekhina

Care ragazze,

La vostra data di uscita arriverà molto presto. Certo, un anno e mezzo – o anche meno – può sembrare un’eternità in questo momento, ma credetemi, scivolerà in un batter d’occhio. Ho visto molti compagni e per la maggior parte di loro gli ultimi mesi, settimane e giorni sembrava non passare mai. Ma alla fine anche loro volavano via verso la libertà.

E’ deplorevole che in un momento di difficoltà Nadya sia arrivata al punto di dover difendere i propri diritti per mezzo di uno sciopero della fame. A volte non c’è proprio altra via d’uscita, ahimè. L’unica cosa che vorrei chiedere a voi è quello di valutare attentamente i costi ei benefici di ciò che si sta cercando di raggiungere con l’impatto che avrà sulla vostra salute o addirittura la vita. Sono certo che l’effetto di attirare l’attenzione sul problema sia già stato raggiunto.

So che hai una famiglia e degli amici che ti aspettano all’esterno. Hai fatto un ottimo lavoro, hai tenuto duro e lo stai continuando a fare. Nelle tue dichiarazioni in tribunale durante il processo hai mostrato veramente i tuoi avversari per quello che sono. Eri su un livello – parlo anche del livello culturale – che loro non potranno mai sperare di raggiungere.

Sarò onesto, il mio livello di istruzione decisamente impallidisce in confronto. E sono lieto che voi, la nuova generazione, siate stati in grado di ottenere di più in questo senso. Questo significa che non tutto è ancora perduto per il nostro Paese.

Vi auguro tutto il meglio e auguro vivamente che lascerete la prigione più sagge di quello che eravate, potrete anche portare con voi il desiderio di sviluppare la nostra società civile, per aiutare le persone a diventare consapevoli del fatto che essi sono realmente, uomini e cittadini.

Vi auguro successo.

rispettosamente,

Mikhail Khodorkovsky

 

Annaviva sta organizzando un incontro in ottobre dedicato a Mikhail Khodorkovsky… continuate a seguirci!

Russia Unita perde consensi nel resto del Paese

Russia Unita ha subito una rara battuta d’arresto nella città industriale di Tolyatti. Domenica  il suo candidato sindaco è stato sconfitto da un avversario senza partito ma collegato con Mikhail Prokhorov.

Alexander Shakhov, ex vice capo della polizia per la regione di Samara, ha vinto solo con il 40 per cento, finendo al secondo posto dietro a Sergei Andreev che ha preso il 56 per cento dei voti, secondo i risultati ufficiali. Brutto segnale per il partito  al governo già a Mosca, ogni sabato, deve far fronte alle proteste dell’opposizione. “Si scopre che il partito non poteva comprare il supporto”, ha detto Nikolai Petrov, analista del Carnegie Moscow Center. “Questo è stato più un voto contro il partito che per Andreyev.”

Il dato conferma comunque la situazione delle elezioni del 4 dicembre quanto il partito Russia Unita ha vinto con triste 39 per cento nella regione di Samara, -10 punti sotto il suo bottino nazionale, secondo i dati ufficiali. Stessa cosa a marzo quando il presidente eletto Vladimir Putin ha ottenuto il 59 per cento dei voti presidenziali nella zona, leggermente al di sotto il livello nazionale.

Andreyev, un ex parlamentare locale e regionale, che ha tentato di sfruttare l’insoddisfazione diffusa verso la cattiva gestione del governo, aggravato da una economia in difficoltà. Il suo slogan, “contro i ladri, menzogne e violenza,” sono stati ripresi nei recenti raduni dell’opposizione. Lyudmila Kuzmina, capo della sezione locale di Golos,  ha detto che Andreyev è stato uno dei rari politici locali che hanno aiutato il gruppo. “Abbiamo invitato molti deputati a seguire un tour negli edifici storici. Andreyev è stato uno dei pochi che ha accettato il nostro invito”, ha detto, aggiungendo poi: “Non ci sono politici indipendenti in Russia. La verticale di potenza non lo permette”.

La perdita di Russia Unita in Tolyatti arriva pochi giorni dopo che un candidato senza partito ha sconfitto il candidato del giverno alle elezioni di sindaco nella città di Chernogolovka, regione di Mosca. “United Russia sta perdendo influenza nelle regioni”, ha detto Alexei Titkov, analista presso l’Istituto di politica regionale. “Ma dobbiamo tenere presente che Tolyatti e Chernogolovka sono città un po’ diverse dalle altre”.

Fonte: The Moscow Times

A Trieste una via per Anna Politkovskaja?

[Il Piccolo, 13 marzo 2012] Il 27 febbraio il Consiglio Comunale di Milano ha approvato all’unanimità una mozione per dedicare una via, una piazza della città ad Anna Politkovskaja, la giornalista russa uccisa a Mosca il 7 ottobre 2006.

La mozione ricorda “l’alto valore morale e simbolico della figura di Anna Politkovskaja, conosciuta in tutto il mondo per il suo impegno per i diritti umani, per le sue testimonianze dalla Cecenia e la sua fiera opposizione a ogni forma di sopruso e ingiustizia. Anna Politkovskaja ha rappresentato a livello mondiale il giornalismo del coraggio, della ricerca della verità e della dignità”.
Nel suo giornale, la Novaja Gazeta, Anna aveva denunciato l’autoritarismo di Putin, le violazioni durante le guerre cecene, la violenza nell’esercito, la corruzione e brutalità della polizia. Era stata arrestata, minacciata di morte, avvelenata.

Il 4 marzo, il giorno prima delle elezioni presidenziali, incontro a Mosca, con alcuni osservatori dell’associazione Annaviva, la figlia Vera. Il clima è cambiato, a differenza delle altre elezioni la gente si sente protagonista e reagisce. E’ un fenomeno nuovo ma limitato alle grandi città dove l’uso di internet è diffuso; fuori dalle grandi città ci si affida ancora alle autorità, ai datori di lavoro e loro suggeriscono Putin. E qui la sua campagna elettorale, “se non sarò eletto, il paese crollerà”, fa presa. Chiedo a Vera se il processo per l’assassinio di sua madre ha fatto dei passi avanti, se sono stati individuati i mandanti, ma la risposta è negativa; preoccupata, ricorda le parole di sua madre, “la rivoluzione in Russia non sarà mai bella”. E’ venuta con la giovane figlia, di Anna vorrebbe passarle il senso di giustizia, che seguisse come lei quello che ti dice il cuore. 

Alla Novaja Gazeta entriamo nella stanza dove lavorava Anna Politkovskaja; c’è il suo ritratto, la scrivania, il computer, la cassettina della posta “per le lettere tanto attese e le buone notizie”. Il vicedirettore Vitaly Yaroshevsky ci accoglie dicendo che il nostro interesse per Anna è per loro molto importante. La vittoria di Putin non sarà una tragedia, è nato un movimento di opposizione di massa che nessuno si aspettava, il regime è spaventato ma non si prevede un’ulteriore involuzione autoritaria. La primavera russa, se così vogliamo chiamarla, non si può paragonare a quella araba, troppo distante e diversa, ma a quella arancione in Ucraina, che però era politica e aveva un leader.

La nuova Russia la incontriamo con il blogger Philipp Dzyadko, il giovane direttore della rivista Bolshoi Gorod (Grande Città), consultata da 300.000 utenti. Il suo lettore tiposapeva di Anna Politkovskaja, di Mikhail Khodorkovsky, di come funziona il sistema giudiziario in Russia ma considerava inutile partecipare. Ora, inaspettatamente, il clima è cambiato e le persone che scendono in piazza, decine di migliaia, sono convinte che dipende da loro, che stanno facendo la storia.

Attuiamo un blitz simbolico. Andiamo nei giardini di Komsomolskij Prospekt, nel centro di Mosca per mettere le foto di Elsa Kungaeva e Anna Politkovskaja accanto al monumento, eretto poche settimane fa, a ricordo del colonnello Yuri Budanov. Responsabile dell’assassinio, e presumibilmente dello stupro, della giovane cecena Elsa Kungaeva, Budanov fu condannato a nove anni di prigione, rilasciato un anno prima, assassinato poi da sconosciuti, probabilmente ceceni.

Roma, Ferrara, ora Milano. Il Comune di Trieste non vorrebbe dedicare una via, una piazza alla figura della grande giornalista russa Anna Politkovskaja?

Giuliano Prandini