Archivi tag: Milana

A Milano un giardino per Anna Politkovskaja

annavivaA Milano i nuovi giardini pubblici tra corso Como, via Vincenzo Capelli e viale Don Sturzo saranno intitolati ad Anna Politkovskaja.
Lo ha deciso la Giunta Comunale ieri, 6 dicembre.
Per tutti gli amici di Annaviva una grande giornata: di trepidazione, di ricordi, di emozioni.
Un anno fa abbiamo lanciato la raccolta di firme per chiedere alla città di Milano di ricordare la grande giornalista russa, che ha sacrificato la propria vita per raccontare ciò che non poteva non vedere.
Oggi la città di Milano, alla vigilia della propria festa patronale, ha risposto con un grande gesto di sensibilità e di coraggio: Anna Politkovskaja sarà ricordata in uno degli spazi più importanti della metropoli che si avvicina all’expo 2015.
Annaviva, che continua la propria azione per la difesa dei diritti umani e della libertà di espressione nell’est europeo, ringrazia di cuore il Sindaco, la Giunta Comunale ed il Consiglio Comunale e le oltre 1700 persone che hanno sottoscritto la petizione.
Milano, sei grande!

САД ИМЕНИ АННЫ ПОЛИТКОВСКОЙ В МИЛАНЕ
В Милане именем Анны Политковской будет назван новый городской сад между проспектом Комо, улицей Винченцо Капелли и бульваром Дон Стурцо.
Это решение принято городским советом сегодня, 6 декабря.
Для всех друзей Аннавивы – это большой день, день волнений, воспоминаний и эмоций.
Год назад мы начали сбор подписей, чтобы попросить власти Милана увековечить память великой русской журналистки, которая пожертвовала своей жизнью, так как писала о том, что не могла не видеть.
Сегодня, в канун дня города, Милан ответил большим поступком, чутким и мужественным: имя Анны Политковской будет вписано в одном из главных районов метрополиса, в преддверии Экспо 2015.
Аннавива, продолжая свою деятельность по защите прав человека и свободы слова в Восточной Европе, выражает сердечную благодарность Мэру, Городскому Совету и всем итальянцам – более 1700 человек, подписавшим петицию.
Молодец, Милан!

A Garden for Anna Politkovskaya in Milan, Italy
Milan‘s new public garden area which incldes Corso Como, Via Vincenzo Capelli and Viale Don Sturzo will be named in honour of the memory of courageous journalist Anna Politkovskaya.
The decision was taken by Milan City Council on December 6, 2012.
For all of Annaviva‘s friends, it was a day of trepidation, memory and emotion.
A year ago we launched a petition to ask the city of Milan to honour the memory of the great Russian journalist who sacrificed her life in order to reveal what could not be seen.
The city of Milan responded with a gesture of great sensitivity and courage: Anna Politkovskaya will be remembered in one of Milan’s most important spaces on the run up to the 2015 World Expo.
Annaviva, which will continue to defend human rights and freedom of expression throughout Eastern Europe, wishes to thank the Mayor, the Milan City Council and more than 1,700 people who signed the petition.
Thanks Milan! You’re great!

Le donne cecene terrorizzate da un ritorno dei delitti di onore islamici sostenuti dal Presidente.

di Diana Markosian – Special to The Washington Times

29 Aprile 2012

ACHXOY-Martan, Cecenia – Il governo ceceno è apertamente a favore delle famiglie che uccidono i parenti di sesso femminile che violano il loro onore. Così questa repubblica della Federazione Russa abbraccia un’interpretazione fondamentalista dell’Islam, dopo decenni di repressione religiosa sotto il regime sovietico.

Negli ultimi cinque anni, i corpi di decine di giovani donne cecene sono stati trovati gettati nei boschi, abbandonati nei vicoli e lasciati lungo le strade della capitale Grozny, e dei villaggi vicini.

Il Presidente ceceno Ramzan Kadyrov ha detto pubblicamente che le donne morte erano di “facili costumi” e sono state giustamente uccise dai parenti maschi. Ha continuato a descrivere le donne come proprietà dei loro mariti, dicendo che il loro ruolo principale è quello di fare figli.

“Se una donna va in giro e se un uomo va in giro con lei, entrambi dovrebbero essere uccisi“, ha detto Kadyrov, che spesso ha dichiarato che il suo obiettivo è rendere la Cecenia “il più islamico tra i Paesi islamici”.

Nella Cecenia di oggi, l’alcol è del tutto vietato, sono stati introdotti codici di abbigliamento islamico e i matrimoni poligami sono incentivati dal governo.

Alcuni osservatori dicono che il tentativo di Kadyrov di imporre la legge islamica viola la Costituzione russa, che garantisce la parità dei diritti per le donne e la separazione tra Stato e Chiesa.

“Siamo una società tradizionale e conservatrice, ma il governo ha esagerato”, ha detto Lipkhan Bazaeva, responsabile del Centro Dignità delle Donne, un’organizzazione non governativa che promuove i diritti delle donne a Grozny. “Stanno mettendo dei limiti inaccettabili ai diritti delle donne: come individuo, la donna non ha alcun diritto, anche se il marito la picchia, nonostante le leggi russe.”

Anche se gli osservatori concordano sul fatto che i delitti d’onore sono in aumento in Cecenia, la questione rimane in gran parte tabù tra i locali – è molto difficile trovare delle statistiche ufficiali.

“Si sente parlare di questi casi quasi ogni giorno” ha detto un difensore dei diritti umani del posto, che ha chiesto di non rivelare il suo nome poiché ha paura per la sua sicurezza. “È difficile per me indagare su questo argomento, ma su di esso ho lavorato con [l’attivista per i diritti umani] Natasha [Estemirova] per un po’. Ma, ora non posso più farlo. Ho troppa paura ora. Ho quasi rinunciato”.

Estemirova, che ha irritato le autorità cecene con le sue denunce di torture, rapimenti e uccisioni extragiudiziali, è stata trovata morta nei boschi nel 2009 nella vicina Inguscezia con ferite da arma da fuoco alla testa e al torace. Il suo assassino o gli assassini non sono stati trovati.

Pochi osano sfidare apertamente la legge del signor Kadyrov. Ma gli attivisti sostengono che alcune giovani donne musulmane lo fanno clandestinamente, ponendosi in un tiro costante di guerra tra due sistemi di valori.

Milana, una studentessa che frequenta la nona classe a Grozny, mette uno spesso delineatore per occhi, indossa minigonne strette, fuma sigarette ed esce coi ragazzi: tutte cose vietate per una ragazza musulmana in Cecenia. Ha detto di aver sentito molte volte da suo padre: una ragazza cecena che perde la verginità prima del matrimonio è una prostituta, e Allah la punirà. “Se solo i miei genitori sapessero alcune delle cose che ho fatto!” dice con una risatina. “I miei genitori sono troppo severi con me, ma è come qui.”

Gli analisti dicono che uscire o vedersi con persone del sesso opposto può essere una via di fuga per gli adolescenti come Milana, che spesso vivono una doppia vita. “È grande la tentazione di rompere con la tradizione quando sono lontani dalle loro famiglie”, ha detto la signora Bazaeva. “Hanno un buon momento, ma non è senza conseguenze, non in Cecenia”.

In questo piccolo villaggio ceceno, i residenti parlano della ragazza che è stata uccisa ai primi di febbraio dopo aver trascorso una notte in casa del suo ragazzo. Il corpo della sedicenne è stato avvolto in un tappeto tradizionale e riportato a casa di sua madre. I suoi parenti sono sospettati di averla uccisa in nome dell’onore della famiglia.

Per sfuggire a questi severi costumi, alcuni giovani optano per un matrimonio precoce, che vedono come il via di fuga per l’indipendenza, l’attività sessuale e il rispetto sociale. Questo vale anche per i giovani uomini ceceni. Abu-Khadzh Idrisov, 20 anni, che si era sposato era ancora adolescente l’ha sperimentato sulla sua pelle, ha detto. Il suo primo matrimonio all’età di 14 anni è durato appena un anno. Poi si è sposato una seconda volta a 18 anni. Aveva visto la sua futura moglie in un parco a Grozny e, con l’aiuto dei suoi amici, l’aveva rapita. “Quando l’ho sposata, onestamente sapevo solo due cose: il suo nome e la scuola dove studiava. Avevamo parlato insieme solo una volta”, ha ricordato. “Ma noi abbiamo tradizioni e regole estremamente severe in Cecenia, e non si può semplicemente ignorarle. Io porto il nome della mia famiglia, e se lo vengono a sapere, avrò problemi”.

Trad. di Massimo Ceresa

http://www.washingtontimes.com/news/2012/apr/29/chechen-women-in-mortal-fear-as-president-backs-ho/?utm_source=RSS_Feed&utm_medium=RSS