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La Russia di Sochi 2014 dal 17 gennaio in ebook

sochi 2014Esce il 17 gennaio l’ebook La Russia di Sochi 2014 realizzato da un gruppo di giovani tra i 20 e i 30 anni, con storie diverse ma una passione comune: raccontare le relazioni internazionali.

Il progetto de La Russia di Sochi 2014 nasce dall’incontro tra Cronache Internazionali, iMerica e Limes Club Bologna e spiega tutto quello che c’è da sapere sulla Russia delle olimpiadi invernali 2014. Lo sport, la diplomazia, il Caucaso, le altre grandi potenze, l’economia, l’opinione pubblica.

Potete scaricare La Russia di Sochi 2014 su Itunes store, Amazon o sul sito progettosochi2014.it

L’obiettivo del progetto è di creare lavoro per i giovani. “Crediamo infatti che la buona informazione paghi e debba essere pagata”, sottolinea il gruppo sul sito.
Potete sostenere l’iniziativa con Eppela, il più grande sito di crowdfunding italiano: http://www.eppela.com/ita/projects/625/la-russia-di-sochi-2014

Sochi 2014, spionaggio e social network

sochi 2014

Riportiamo un articolo di Lsdi.it su Sochi 2014, l’uso dei social network e il pericolo spionaggio. Il portale riporta in primo luogo quanto scritto da Max Seddon, corrispondente di BuzzFeed:
Vasily Konov, capo dell’agenzia di stampa statale R –Sport, che controlla l’accreditamento ai giochi di febbraio, ha spiegato in un seminario per giornalisti sportivi venerdì scorso che l’uso da parte dei giornalisti della carta stampata di qualsiasi tipo di strumento multimediale ‘verrà considerato una grave violazione e potrà portare all’annullamento degli accrediti’’, come hanno riferito diverse testate russe. Solo i giornalisti con attrezzature professionali e particolari badge saranno autorizzati a farlo.
Konov avrebbe poi smentito l’affermazione che è stata però segnalata anche Radio Free Europe.

Lsdi.it aggiunge un altro particolare interessante: i giornalisti possono usare i social network durante le olimpiadi di Sochi 2014, ma non possono pubblicare video. Lo dice Poynter.org che trascrive una email inviata da Mark Adams, portavoce del comitato olimpico:
“I partecipanti e le altre persone accreditate non possono postare video e/o audio degli eventi, delle gare o di altre attività che si verificano nei luoghi delle olimpiadi (tra cui i villaggi olimpici). Tali video e/o audio devono essere registrati soltanto per un uso personale e, in particolare, non devono essere caricati e/o condivisi su nessuna delle piattaforme di social media o di un sito web”.

E Shaun Walker sul The Guardian scrive:
“Atleti e spettatori dei giochi olimpici invernali di Sochi dovranno avere a che fare con uno dei più invasivi e sistematici sistemi di spionaggio e sorveglianza della storia dei giochi. Il Fsb, potente servizio di sicurezza russo, prevede di riuscire a garantire che nessuna comunicazione da parte dei concorrenti o degli spettatori resterà senza controllo durante l’evento, secondo un dossier redatto da un team di giornalisti investigativi russi che stanno seguendo i preparativi per i Giochi 2014″.

Come ricorda Lsdi.it, anche a Londra 2012 dovevano essere proibiti foto e video sui social network. Ad aprile 2012, a dei giornalisti, che stavano facendo delle riprese di una strada dove c’era una sede olimpica, era stato ordinato di smettere, spiegando che quel’ordine si basava sulle norme antiterrorismo. Ma poi i social network furono un elemento costante delle olimpiadi di Londra.

A Sochi sarà diverso, come spiega Walker sul The Guardian:
“I giornalisti Andrei Soldatov e Irina Borogan, esperti sui sistemi di sicurezza russi,[…] hanno scoperto che sono state apportate grosse modifiche alle reti telefoniche e wi fi a Sochi per garantire un ampio sistema di monitoraggio e di filtraggio di tutto il traffico, attraverso Sorm, il sistema russo di intercettazione delle comunicazioni telefoniche e internet”.

No gay, no vodka

no gay, no vodkaNo gay, no vodka è l’iniziativa che si sta diffondendo in tutto il mondo contro le olimpiadi invernali a Sochi, segnalata in questi giorni da un articolo su L’Espresso: “Sempre più numerosi bar, club, gestori, imprenditori gay da Seattle a Los Angeles, da New York a Londra hanno deciso di boicottare senza compromessi la bevanda numero uno della scena notturna gay internazionale: la vodka. Con un dettaglio: solo quella russa. Si tratta della prima azione di protesta internazionale” contro la controversa legge russa approvata a giugno, la legge sulla propaganda omosessuale verso i minori.

L’articolo sottolinea che anche a Parigi, Berlino, Amburgo e in alcune città italiane viene portata avanti questa protesta: “No gay, no vodka“.

L’iniziativa è nata da un’idea dell’attivista gay Dan Savage, amico del presidente Barack Obama. “La situazione in Russia sta peggiorando velocemente sotto gli occhi del mondo, non possiamo fare finta di niente“, spiega.

Il mondo della vodka non è stato naturalmente in silenzio e Val Mendeleev, Ad del gruppo russo Spi, produttore della vodka Stolichnaya, ha voluto sottolineare che la loro vodka è sponsor dei gay pride in tutto il mondo, ma che non possono influire sulle decisioni della Duma.