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Sochi 2014, l’olimpiade di Putin

sochi 2014

All’inizio delle discusse olimpiadi di Sochi, con le quali il presidente Putin sta cercando di offrire al mondo un’immagina diversa della “sua” Russia, Annaviva propone un momento di riflessione sulle incoerenze e sulle tante libertà calpestate dal regime del presidente.

VENERDI’ 7 FEBBRAIO 2014
ore 19.30
Libreria Popolare
via Tadino 18
MILANO

Parteciperanno:
Leonardo Coen, Giornalista, e gli autori del libro La Russia di Sochi 2014

Band ucraina Kazaky insultata e minacciata

Kazaky

I Kazaky, il quartetto ucraino formato da soli uomini in tacchi a spillo e vestiti attillati, conosciuti per esser comparsi nel video di Madonna Girl Gone Wild, autori di due album, a fine agosto sono stati vittima di insulti omofobi. Suonavano al nightclub Q2 della città di Perm, Russia, e davanti al locale è stata messa in scena una protesta con urli e minacce. “I proprietari del club volevano annullare lo spettacolo dei Kazaky“, ha detto il manager del gruppo Alexei Mironichev. Ma lo spettacolo è andato avanti perché “siamo abituati a questi scherzi”.

Secondo uno degli organizzatori della protesta, la band avrebbe dovuto pagare la multa per aver violato la ormai nota legge contro la propaganda di rapporti sessuali non tradizionali ai minori.

Ancora prima della legge, nel 2011, i Kazaky avevano dovuto cancellare il loro spettacolo in un villaggio nella regione di Rostov a causa delle minacce ricevute. Rostov è una delle roccaforti delle tradizioni cosacche in Russia e Kazaky, in ucraino, significa cosacco. I cosacchi sono noti per la loro omofobia : negli ultimi anni, uomini in divisa cosacca hanno spesso preso parte alla violenta dispersione dei raduni gay a Mosca e in altre città russe, attaccando brutalmente gli attivisti LGBT e i loro sostenitori.

Fonte: Ria Novosti

La legge russa sulla propaganda di rapporti sessuali non tradizionali

Omofobia-Russia-1Il 30 giugno 2013 il presidente russo Vladimir Putin ha firmato una legge che vieta la “propaganda di rapporti sessuali non tradizionali ai minori“, aprendo così un nuovo capitolo buio nella storia dei diritti dei gay in Russia. La legge è stato l’ultimo atto di un governo che vuole limitare i diritti di gay, lesbiche, bisessuali e transgender nel Paese.

Le violazioni dei fondamentali diritti dei cittadini omosessuali russi, costituzionalmente protetti, hanno incluso il divieto di organizzare gay pride a Mosca e in altre città, multe salate per i gruppi a favore dei diritti omosessuali accusati di agire come un “agente straniero” (ricordate la vicenda di Golos?), il rifiuto a registrare  organizzazioni non governative e leggi regionali che vietano la propaganda dell’omosessualità ai minori, leggi che sono servite come base per la legge federale promulgata da Putin e approvata all’unanimità dalla Duma. In questo contesto, gli attacchi violenti contro i gay o “sospetti gay” sono sempre all’ordine del giorno, come abbiamo visto dai video diffusi su internet.

Tutto ciò si basa su ipotesi ridicole. A esempio, i divieti regionali sulla propaganda dell’omosessualità si basa sull’equiparazione delle relazioni omosessuali alla pedofilia, che è, ovviamente, un reato grave (ma solo dal 1993, prima era legale).

La propaganda di orientamento sessuale non tradizionale” è una minaccia diretta per la società russa secondo i legislatori, che hanno così implicitamente incitato all’odio sociale e religioso. La corte ha continuato a sostenere che tali attività estremiste costituiscono una minaccia per la sovranità della Russia e l’integrità territoriale, una scusa utilizzata dal governo di fronte alla comunità internazionale. I diplomatici russi sottolineano che la discriminazione non esiste in Russia, perché proibita dalla costituzione del Paese.

Nell’aprile 2011, la Corte di Strasburgo ha multato la Russia per aver violato gli articoli 11, 13, e 14 della Convenzione europea vietando 164 gay pride e marce tra il 2006 e il 2008 . Tutto ciò non è servito. Il Cremlino ha pagato la multa e ha continuato a vietare i gay pride come prima.

La legge firmata da Putin vuole usare come punto di forza della proprio costituzionalità l’articolo 6.21 del Codice della Federazione russa in materia di illeciti amministrativi. Ecco cosa dice l’articolo 6.21: “La propaganda è l’atto di distribuire informazioni tra i minori che 1) siano finalizzate alla creazione di atteggiamenti sessuali non tradizionali 2) rendano i rapporti sessuali non tradizionali attraenti  3) eguaglino il valore sociale delle relazioni sessuali tradizionali e non tradizionali o 4 ) creaino un interesse verso i rapporti sessuali non tradizionali.

Se sei russo: gli individui che praticano questo tipo di propaganda possono essere multati a pagare 4.000 a 5.000 rubli (120-150 dollari ), i funzionari pubblici sono soggetti a multe di 40.000 a 50.000 rubli ( 1.200-1.500 dollari ) e le organizzazioni registrate possono essere multate a pagare 800,000-1,000,000 rubli o 24,000-30,000 dollari oppure obbligate a interrompere le attività per 90 giorni . Se si fa propaganda attraverso i media o su internet , le multe aumentano: per gli individui da 50.000 a 100.000 rubli, per i funzionari pubblici da 100.000 a 200.000 rubli e per le organizzazioni da un milione di rubli o 90 giorni di sospensione.

Se sei un alieno (straniero): i cittadini stranieri che svolgono propaganda sono soggetti a una multa di 4.000 a 5.000 rubli oppure possono essere espulsi dalla Russia e /o restare 15 giorni in carcere . Se uno straniero utilizza i media o internet le multe aumentano fino a 50.000-100.000 rubli o a una detenzione di 15 giorni con conseguente espulsione dalla Russia.

Fonte: www.humanrightsfirst.org

No gay, no vodka

no gay, no vodkaNo gay, no vodka è l’iniziativa che si sta diffondendo in tutto il mondo contro le olimpiadi invernali a Sochi, segnalata in questi giorni da un articolo su L’Espresso: “Sempre più numerosi bar, club, gestori, imprenditori gay da Seattle a Los Angeles, da New York a Londra hanno deciso di boicottare senza compromessi la bevanda numero uno della scena notturna gay internazionale: la vodka. Con un dettaglio: solo quella russa. Si tratta della prima azione di protesta internazionale” contro la controversa legge russa approvata a giugno, la legge sulla propaganda omosessuale verso i minori.

L’articolo sottolinea che anche a Parigi, Berlino, Amburgo e in alcune città italiane viene portata avanti questa protesta: “No gay, no vodka“.

L’iniziativa è nata da un’idea dell’attivista gay Dan Savage, amico del presidente Barack Obama. “La situazione in Russia sta peggiorando velocemente sotto gli occhi del mondo, non possiamo fare finta di niente“, spiega.

Il mondo della vodka non è stato naturalmente in silenzio e Val Mendeleev, Ad del gruppo russo Spi, produttore della vodka Stolichnaya, ha voluto sottolineare che la loro vodka è sponsor dei gay pride in tutto il mondo, ma che non possono influire sulle decisioni della Duma.

Atlete russe si baciano ai mondiali di atletica

Tatyana-Firova-Kseniya-Ryzhova

Le atlete russe Tatyana Firova e Ksniya Ryzhova hanno festeggiato con un bacio sulle labbra davanti alle telecamere la loro vittoria ai mondiali di atletica di Mosca. Secondo i media stranieri, il gesto delle atlete è stato una forma di protesta per la politica omofoba di Putin, nei giorni scorsi difesa (poi smentita) da un’altra atleta russa, Elena Isinbayeva.

Finora Tatyana Firova e Ksniya Ryzhova non hanno commentato. Stesso atteggiamento da parte della federazione russa di atletica, mentre i media in Russia hanno ignorato completamente il bacio.

Più che una protesta contro Putin il bacio tra le le due atlete russe potrebbe però trattarsi solo di una vecchia tradizione. Così fecero Leonid Brezhnev, leader del Pcus ed Erich Honecker, segretario del partito socialista della Germania dell’Est nel 1979. Si era parlato di “bacio alla sovietica”, gesto che divenne una delle icone della guerra fredda.

Fonte: Ansa

Stephen Fry, omofobia e le olimpiadi invernali in Russia

Lo scrittore inglese Stephen Fry ha scritto una lettera al premier David Cameron e al comitato olimpico in vista delle olimpiadi invernali in Russia nel 2014:

Stephen-FryCaro Primo Ministro, M Rogge, Lord Coe e membri del comitato olimpico internazionale,
Scrivo nella fervida speranza che tutti quelli che amano lo sport e lo spirito olimpico prenderanno in considerazione la macchia sui cinque anelli lasciati dalle olimpiadi di Berlino nel 1936, svoltosi sotto l’esultanza di un tiranno che aveva trasformato in legge la persecuzione di una minoranza, il cui unico crimine è stato l’esser nati. Hitler aveva bandito gli ebrei da ogni carica accademica o da ogni incarico negli uffici pubblici, ha fatto in modo che la polizia chiudesse un occhio su eventuali percosse, furti o umiliazioni fatte ai danni degli ebrei, ha bruciato e bandito i loro libri. Egli ha affermato che “hanno inquinato” la purezza e la tradizione di quello che doveva essere tedesco, che erano una minaccia per lo Stato, per i bambini e per il futuro del Reich. Li ha incolpati per “crimini di comunismo” e per avere il controllo dei capitali e delle banche internazionali. Li ha accusati di aver rovinato la cultura con il loro liberalismo. Il movimento olimpico allora non ha dato alcuna attenzione a questo male e ha proceduto con le famigerate olimpiadi di Berlino,  che hanno fornito un palcoscenico per il Führer e hanno aumentato il suo status in patria e all’estero. Gli ha dato fiducia. Tutti gli storici sono d’accordo su questo. Quello che ha fatto con quella fiducia lo sappiamo.

Putin sta paurosamente ripetendo questo crimine folle, solo che questa volta contro i LGBT russi. Pestaggi, omicidi e umiliazioni sono ignorati dalla polizia. Qualsiasi discussione di sensata difesa dell’omosessualità è contro la legge. Qualsiasi dichiarazione, per esempio, che Tchaikovsky era gay e che la sua arte e la sua vita riflettono questa sessualità e che sono fonte di ispirazione per altri artisti gay, è punibile con la reclusione. Semplicemente non è sufficiente dire che gli olimpionici gay possono o non possono essere al sicuro nel loro villaggio. Il comitato olimpionico deve assolutamente prendere una posizione ferma in nome della  umanità che dovrebbe rappresentare contro la barbarie, contro la legge fascista che Putin ha spinto attraverso la Duma. Non dimentichiamo che gli eventi olimpici non hanno solo un valore atletico, ma sono anche competizioni culturali. Rendiamoci conto che, in realtà, lo sport è cultura. Non è una bolla al di fuori della società o della politica. L’idea che lo sport e la politica non siano legate è falso e stupido, volutamente sbagliato. Tutti sanno che la politica ha interconnessioni con tutto ciò che è necessario alla “politica”, che deriva dal greco e significa “a che fare con la gente”.

Un divieto assoluto sulle olimpiadi invernali in Russia del 2014 a Sochi è semplicemente essenziale. Che vadano in scena altrove, nello Utah, a Lillyhammer, ovunque vi piace. A tutti i costi Putin non può avere l’approvazione del mondo civilizzato.
Ha trasformato le persone omosessuali in capi espiatori, proprio come Hitler ha fatto con gli ebrei. So di cosa parlo. Ho visitato la Russia, ho visto il deputato che ha introdotto la prima di queste leggi nella sua città, Sanpietroburgo. Ho guardato in faccia quell’uomo e ho cercato di ragionare con lui, di fargli capire quello che stava facendo. Mi ha rigettato tutto indietro, era un esempio di quello che Hannah Arendt chiamava, in modo memorabile, “la banalità del male“. Un uomo stupido, ma come tanti tiranni, con l’unico istinto di sfruttare un popolo infelice trovando capi espiatori. Putin può non essere altrettanto stupido come lo è il suo vice Milonov, ma i suoi istinti sono gli stessi. Si può affermare che i “valori” della Russia non sono i “valori” dell’Occidente, ma questo è assolutamente in opposizione alla filosofia di Pietro Il Grande e contro le speranze di milioni di russi, quelli che non sono in preda a quel mix tossico di teppismo e di religione bigotta, quelli che sono angosciati dal rovesciamento della democrazia e dalla formazione di una nuova autocrazia in una patria che ha già sofferto così tanto (e di cui amo tanto musica, letteratura e teatro).

Io sono gay. Io sono ebreo. Mia madre ha perso più di una dozzina di familiari per l’antisemitismo di Hitler. Ogni volta che in Russia un adolescente gay è costretto al suicidio, una lesbica violentata “legalmente”, uomini e donne omosessuali picchiati a morte da teppisti neonazisti mentre la polizia russa restare a guardare, il mondo stesso è denigrato e io, per primo, piango di nuovo a vedere che la storia si ripete.

“Tutto ciò che è necessario affinché il male trionfi è che gli uomini buoni restino immobili a non far nulla”, così scriveva Edmund Burke. Voi, uomini e donne del comitato olimpico siete tra questi “buoni” che permetto al male di trionfare?

Le olimpiadi estive del 2012 sono stati uno dei momenti più belli della mia vita e della vita del mio Paese. Una olimpiade invernale russa sarebbe una macchina indelebile per il movimento. I cinque cerchi olimpici sarebbero per sempre macchiati, imbrattati e rovinati agli occhi del mondo civilizzato.
Vi sto chiedendo di resistere alle pressioni di pragmatismo, di denaro, di vigliaccheria dei diplomatici e di resistere con decisione e orgoglio per l’umanità intera, come il vostro movimento è impegnato a fare. Sventolate la  bandiera olimpica con orgoglio, come noi uomini e donne gay sventoliamo la nostra bandiera arcobaleno con orgoglio. Siate coraggiosi abbastanza per vivere secondo i giuramenti del vostro movimento, che vi ricordo testualmente qui di seguito:
Regola 4: cooperare con le organizzazioni pubbliche o private e le autorità competenti nel tentativo di mettere lo sport al servizio dell’umanità e, quindi, per promuovere la pace
Regola 6: agire contro ogni forma di discriminazione che colpisce il movimento olimpico
Regola 15: incoraggiare e sostenere iniziative che mescolano lo sport con la cultura e l’istruzione

In particolare mi rivolgo a lei, signor Primo Ministro, un uomo per il quale ho il massimo rispetto. In qualità di leader di un partito che ho per quasi tutta la mia vita rifiutato, lei ha mostrato impegno, passione a favore dei diritti LGBT e ha contribuito a spingere il matrimonio gay sui tavoli di entrambe le camere del nostro parlamento a dispetto dell’opposizione e di tanti della sua parte. Per questo la ammirerò sempre, qualunque siano le altre differenze tra noi. Alla fine credo che sappiate riconoscere quando una cosa è giusta o sbagliata. Vi prego di agire sulla base di questo istinto.

Stephen Fry

Versione originale: http://www.stephenfry.com/2013/08/07/an-open-letter-to-david-cameron-and-the-ioc/single-page

Versione in russo: http://echo.msk.ru/blog/echomsk/1131344-echo/