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Sochi, tra Pussy Riot e il referendum contro i gay

sochi 2014

Manca poco all’inizio delle olimpiadi  di Sochi, Russia. Le Pussy Riot, appena uscite dal carcere, avevano subito minacciato di boicottare i giochi, annuncio ripetuto anche nelle recenti interviste. Le autorità russe hanno però deciso di arginare le manifestazioni politiche a Hosta, 20 km da Sochi, un “luogo ben collegato” e “abbastanza comodo per la celebrazione di qualsiasi tipo di azione politica”, ha spiegato il vice primo ministro russo Dmitri Kozak. Le olimpiadi saranno rese sicure da un plotone di 42mila agenti di polizia.

Intanto la chiesa russa avrebbe proposto un referendum per rendere illegali le relazioni omosessuali viste le pressioni internazionali dopo la legge di propaganda omosessuale e le defezioni dei leader mondiali all’inaugurazione delle olimpiadi di Sochi (Letta?). Secondo le autorità religiose russe più della metà dei russi considererebbe l’omosessualità una malattia o un crimine. “Deve essere la maggioranza del nostro popolo a decidere cosa sia un crimine o no, non una potenza straniera”, ha dichiarato il portavoce, Vselovod Chaplin.

Annaviva vi aspetta domani 13 gennaio alla prima lezione del corso di russo alla Libreria Popolare di via Tadino, Milano.

Fonte: Ilvelino.it, studioconsulenzeromano.net

Trieste, I diritti umani nella federazione russa di Putin

russia

A pochi giorni dall’incontro bilaterale Italia-Russia, l’Associazione Radicale Certi Diritti, il Circolo Arcobaleno Arcigay e Famiglie Arcobaleno in collaborazione con il Comitato per le Pari Opportunità dell’Università degli Studi di Trieste organizzano:

I diritti umani nella federazione russa di Putin: libertà di espressione, minoranze, diritti

Venerdì 22 novembre 2013
17:00-20:00

Università degli Studi di Trieste
Aula Bachelet
Ed. A (Centrale) – ala sinistra – 1° piano – P.le Europa 1 – Trieste

Come aiutare i cittadini e le cittadine russe nelle loro richieste di difesa e promozione dei propri diritti umani? Quale è il ruolo delle organizzazioni internazionali? Che tipo di influenza possono avere le Convenizoni e i trattati internazionali? Quali tipo di interlocuzione deve essere attivata, o si deve tentare di attivare, con il sistema politico e istituzionale russo?

Queste sono le domande al centro di questo incontro organizzato in previsione del bilaterale Russia-Italia e centrato su tre ambiti sui quali si concentra l’attenzione internazionale, ovvero i diritti delle persone Lgbti, la libertà di espressione e i diritti delle comunità migranti. Attraverso le dirette testimonianze di coloro che seguono da vicino, direttamente in Russia, sia casi che sono sui media internazionali sia casi che invece non vanno sulle prime pagine dei giornali, si intende sollevare il tema della difesa e della promozione dei diritti umani in Russia, con particolare riferimento al valore che hanno, e possono avere, i trattati internazionali.

PROGRAMMA
Saluti delle Istituzioni e degli organizzatori: Fabiana Martini, Vicesindaco di Trieste, Yuri Guaiana, Segretario dell’Associazione Radicale Certi Diritti, Andrea Tamaro, Presidente Circolo Arcobaleno Arcigay

Introduzione di Giuliano Prandini, Amnesty International Italia, e Paolo Atzori, Funzionario al Parlamento Europeo presso i non iscritti

Testimonianze:
Angelo Pezzana (fondatore del Fuori! che manifestò per primo a Mosca nel 1977)
Proiezione di un estratto del documentario “INVANO MI ODIANO – racconto sui cristiani LGBT“ di Yulia Matsiy
Intervengono Yulia Matsiy, VARCO – REFO e Björn van Roozendaal, ILGA-Europe

La libertà di espressione e il controllo dei media

Proiezione di “The Word & the Bullet“. Un film di Svetlana Svistunova. Sottotitolato in inglese.

Tavola rotonda finale con Teresa Tonchia , docente di diritti umani e filosofia politica Università di Trieste, e Antonio Stango, PRNTT

Conclusioni di Enzo Cucco, Associazione Radicale Certi Diritti

Band ucraina Kazaky insultata e minacciata

Kazaky

I Kazaky, il quartetto ucraino formato da soli uomini in tacchi a spillo e vestiti attillati, conosciuti per esser comparsi nel video di Madonna Girl Gone Wild, autori di due album, a fine agosto sono stati vittima di insulti omofobi. Suonavano al nightclub Q2 della città di Perm, Russia, e davanti al locale è stata messa in scena una protesta con urli e minacce. “I proprietari del club volevano annullare lo spettacolo dei Kazaky“, ha detto il manager del gruppo Alexei Mironichev. Ma lo spettacolo è andato avanti perché “siamo abituati a questi scherzi”.

Secondo uno degli organizzatori della protesta, la band avrebbe dovuto pagare la multa per aver violato la ormai nota legge contro la propaganda di rapporti sessuali non tradizionali ai minori.

Ancora prima della legge, nel 2011, i Kazaky avevano dovuto cancellare il loro spettacolo in un villaggio nella regione di Rostov a causa delle minacce ricevute. Rostov è una delle roccaforti delle tradizioni cosacche in Russia e Kazaky, in ucraino, significa cosacco. I cosacchi sono noti per la loro omofobia : negli ultimi anni, uomini in divisa cosacca hanno spesso preso parte alla violenta dispersione dei raduni gay a Mosca e in altre città russe, attaccando brutalmente gli attivisti LGBT e i loro sostenitori.

Fonte: Ria Novosti

Un tweed a #Obama contro la legge russa anti-gay

Obama Putin

Vi riportiamo il comunicato di Human Rights First:

Gli attivisti russi per i diritti LGBT continuano a guardare agli Stati Uniti per avere un supporto. La settimana scorsa, ho visitato [è Innokenty Grekov di Human Rights First a raccontare, ndr.] San Pietroburgo per incontrare gli attivisti LGBT e ho aiutato a diffondere le loro voci. Abbiamo sostenuto la loro causa attraverso MSNBC, NPR, The Advocate e The Washington Post.
L’incontro del presidente Obama lo scorso venerdì con i leader della società civile tra cui eminenti attivisti LGBT, è un buon primo passo e invia un segnale chiaro: gli Stati Uniti mostrano solidarietà verso coloro che sono vittime della repressione russa del dissenso. Ma che succede?
Nel nostro recente rapporto, abbiamo analizzato una serie di passaggi che l’amministrazione americana dovrebbe adottare per far fronte alla legge anti-gay della Russia. Ora che il presidente è tornato negli Stati Uniti, dovrebbe raddoppiare gli sforzi degli Stati Uniti per affrontare le preoccupazioni della società civile e degli attivisti LGBT. Ci vuole un impegno bilaterale dell’amministrazione americana con la Russia.
Ho mandato questo tweet con il nostro rapporto al presidente Obama e lo esorto a chiedere al presidente Putin di chiarire la legge russa anti-gay.
Con l’avvicinarsi delle Olimpiadi di Sochi, la pressione sulla Russia per l’abrogazione della legge aumenterà. Stiamo sollecitando il governo degli Stati Uniti a guidare una coalizione di  Paesi per contrastare la discriminazione e la violenza contro le persone LGBT in Russia, spingere la Russia a chiarire in che modo la legge colpisce gli stranieri e i cittadini russi e ottenere l’abrogazione di questa legge vaga, che viola non solo Costituzione della Russia e impegni internazionali, ma anche la Carta olimpica.

Attentato alla chiesa di Vitaly Milonov, il politico contro la “propaganda omosessuale”

Vitaly-Milonov
Vitaly Milonov

Uomini non ancora identificati hanno gettato una bomba molotov nella chiesa ortodossa russa del parlamentare che ha dato il via alla campagna contro la “propaganda omosessuale” in Russia,  Vitaly Milonov. Lo ha dichiarato lo stesso Milonov su Twitter.  “Li troveremo e li distruggeremo,” ha scritto il politico in un altro Tweet.

L’attentato si è svolto domenica notte, la chiesa ha riportato solo piccoli danni, mentre le camere di sorveglianza hanno mostrato che uno degli attentatori si è bruciato le mani.

Secondo Vitaly Milonov, la colpa di quanto accaduto è della decadenza morale in Russia, citando come altro esempio la sfilata a San Pietroburgo dei seguaci del Pastafarianism. “Uno spirito malato sta manipolando la nostra società – ha aggiunto Milonov – Prima indossano gli scolapasta, poi bruciano le chiese”.

Vitaly Milonov, 39 anni, è stato il principale artefice del divieto di “propaganda omosessuale”. Prima hippie, ora cristiano ultraconservatore, Milonov ha cercato di punire Madonna e Lady Gaga per aver difeso, nei loro concerti in Russia, i diritti dei gay.

Fonte: www.news.az

Stephen Fry, omofobia e le olimpiadi invernali in Russia

Lo scrittore inglese Stephen Fry ha scritto una lettera al premier David Cameron e al comitato olimpico in vista delle olimpiadi invernali in Russia nel 2014:

Stephen-FryCaro Primo Ministro, M Rogge, Lord Coe e membri del comitato olimpico internazionale,
Scrivo nella fervida speranza che tutti quelli che amano lo sport e lo spirito olimpico prenderanno in considerazione la macchia sui cinque anelli lasciati dalle olimpiadi di Berlino nel 1936, svoltosi sotto l’esultanza di un tiranno che aveva trasformato in legge la persecuzione di una minoranza, il cui unico crimine è stato l’esser nati. Hitler aveva bandito gli ebrei da ogni carica accademica o da ogni incarico negli uffici pubblici, ha fatto in modo che la polizia chiudesse un occhio su eventuali percosse, furti o umiliazioni fatte ai danni degli ebrei, ha bruciato e bandito i loro libri. Egli ha affermato che “hanno inquinato” la purezza e la tradizione di quello che doveva essere tedesco, che erano una minaccia per lo Stato, per i bambini e per il futuro del Reich. Li ha incolpati per “crimini di comunismo” e per avere il controllo dei capitali e delle banche internazionali. Li ha accusati di aver rovinato la cultura con il loro liberalismo. Il movimento olimpico allora non ha dato alcuna attenzione a questo male e ha proceduto con le famigerate olimpiadi di Berlino,  che hanno fornito un palcoscenico per il Führer e hanno aumentato il suo status in patria e all’estero. Gli ha dato fiducia. Tutti gli storici sono d’accordo su questo. Quello che ha fatto con quella fiducia lo sappiamo.

Putin sta paurosamente ripetendo questo crimine folle, solo che questa volta contro i LGBT russi. Pestaggi, omicidi e umiliazioni sono ignorati dalla polizia. Qualsiasi discussione di sensata difesa dell’omosessualità è contro la legge. Qualsiasi dichiarazione, per esempio, che Tchaikovsky era gay e che la sua arte e la sua vita riflettono questa sessualità e che sono fonte di ispirazione per altri artisti gay, è punibile con la reclusione. Semplicemente non è sufficiente dire che gli olimpionici gay possono o non possono essere al sicuro nel loro villaggio. Il comitato olimpionico deve assolutamente prendere una posizione ferma in nome della  umanità che dovrebbe rappresentare contro la barbarie, contro la legge fascista che Putin ha spinto attraverso la Duma. Non dimentichiamo che gli eventi olimpici non hanno solo un valore atletico, ma sono anche competizioni culturali. Rendiamoci conto che, in realtà, lo sport è cultura. Non è una bolla al di fuori della società o della politica. L’idea che lo sport e la politica non siano legate è falso e stupido, volutamente sbagliato. Tutti sanno che la politica ha interconnessioni con tutto ciò che è necessario alla “politica”, che deriva dal greco e significa “a che fare con la gente”.

Un divieto assoluto sulle olimpiadi invernali in Russia del 2014 a Sochi è semplicemente essenziale. Che vadano in scena altrove, nello Utah, a Lillyhammer, ovunque vi piace. A tutti i costi Putin non può avere l’approvazione del mondo civilizzato.
Ha trasformato le persone omosessuali in capi espiatori, proprio come Hitler ha fatto con gli ebrei. So di cosa parlo. Ho visitato la Russia, ho visto il deputato che ha introdotto la prima di queste leggi nella sua città, Sanpietroburgo. Ho guardato in faccia quell’uomo e ho cercato di ragionare con lui, di fargli capire quello che stava facendo. Mi ha rigettato tutto indietro, era un esempio di quello che Hannah Arendt chiamava, in modo memorabile, “la banalità del male“. Un uomo stupido, ma come tanti tiranni, con l’unico istinto di sfruttare un popolo infelice trovando capi espiatori. Putin può non essere altrettanto stupido come lo è il suo vice Milonov, ma i suoi istinti sono gli stessi. Si può affermare che i “valori” della Russia non sono i “valori” dell’Occidente, ma questo è assolutamente in opposizione alla filosofia di Pietro Il Grande e contro le speranze di milioni di russi, quelli che non sono in preda a quel mix tossico di teppismo e di religione bigotta, quelli che sono angosciati dal rovesciamento della democrazia e dalla formazione di una nuova autocrazia in una patria che ha già sofferto così tanto (e di cui amo tanto musica, letteratura e teatro).

Io sono gay. Io sono ebreo. Mia madre ha perso più di una dozzina di familiari per l’antisemitismo di Hitler. Ogni volta che in Russia un adolescente gay è costretto al suicidio, una lesbica violentata “legalmente”, uomini e donne omosessuali picchiati a morte da teppisti neonazisti mentre la polizia russa restare a guardare, il mondo stesso è denigrato e io, per primo, piango di nuovo a vedere che la storia si ripete.

“Tutto ciò che è necessario affinché il male trionfi è che gli uomini buoni restino immobili a non far nulla”, così scriveva Edmund Burke. Voi, uomini e donne del comitato olimpico siete tra questi “buoni” che permetto al male di trionfare?

Le olimpiadi estive del 2012 sono stati uno dei momenti più belli della mia vita e della vita del mio Paese. Una olimpiade invernale russa sarebbe una macchina indelebile per il movimento. I cinque cerchi olimpici sarebbero per sempre macchiati, imbrattati e rovinati agli occhi del mondo civilizzato.
Vi sto chiedendo di resistere alle pressioni di pragmatismo, di denaro, di vigliaccheria dei diplomatici e di resistere con decisione e orgoglio per l’umanità intera, come il vostro movimento è impegnato a fare. Sventolate la  bandiera olimpica con orgoglio, come noi uomini e donne gay sventoliamo la nostra bandiera arcobaleno con orgoglio. Siate coraggiosi abbastanza per vivere secondo i giuramenti del vostro movimento, che vi ricordo testualmente qui di seguito:
Regola 4: cooperare con le organizzazioni pubbliche o private e le autorità competenti nel tentativo di mettere lo sport al servizio dell’umanità e, quindi, per promuovere la pace
Regola 6: agire contro ogni forma di discriminazione che colpisce il movimento olimpico
Regola 15: incoraggiare e sostenere iniziative che mescolano lo sport con la cultura e l’istruzione

In particolare mi rivolgo a lei, signor Primo Ministro, un uomo per il quale ho il massimo rispetto. In qualità di leader di un partito che ho per quasi tutta la mia vita rifiutato, lei ha mostrato impegno, passione a favore dei diritti LGBT e ha contribuito a spingere il matrimonio gay sui tavoli di entrambe le camere del nostro parlamento a dispetto dell’opposizione e di tanti della sua parte. Per questo la ammirerò sempre, qualunque siano le altre differenze tra noi. Alla fine credo che sappiate riconoscere quando una cosa è giusta o sbagliata. Vi prego di agire sulla base di questo istinto.

Stephen Fry

Versione originale: http://www.stephenfry.com/2013/08/07/an-open-letter-to-david-cameron-and-the-ioc/single-page

Versione in russo: http://echo.msk.ru/blog/echomsk/1131344-echo/

Milano, no al gemellaggio con San Pietroburgo

Oggi alle 18,30 l’Associazione Radicale Certi Diritti e altre associazioni si ritroveranno per protestare contro il gemellaggio tra Milano e la città di San Pietroburgo. Il sit-in si svolgerà davanti a Palazzo Marino e, tra gli altri, vedrà la presenza di Marco Perduca, segretario della Commissione Diritti Umani del Senato della Repubblica, che ha già chiesto di incontrare il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia.

La manifestazione fa parte di una campagna che l’Associazione Radicale Certi Diritti ha di recente intrepreso per chiedere al consiglio comunale di Milano di calendarizzare e discutere una mozione – già sottoscritta da tutti i capigruppo della maggioranza – che impegni il comune a sospendere il gemellaggio con San Pietroburgo, città dove c’è una forte violazione delle libertà di espressione e associazione. Il 29 febbraio scorso, infatti, il parlamento di San Pietroburgo ha approvato una legge che sanziona la cosiddetta “propaganda dell’omosessualità”, criminalizzando, di fatto, qualunque attività o informazione relativa alle persone LGBTI (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transessuali e Intersessuali) e alle relazioni tra persone dello stesso.

Per chiunque volesse partecipare, l’appuntamento è oggi, giovedì 18 ottobre alla 18,30 davanti a Palazzo Marino di Milano.