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Pussy Riot, concerto di capodanno per Nadezhda in Siberia

pussy-riot Nadezhda TolokonnikovaNadezhda Tolokonnikova, una delle rappresentati delle Pussy Riot, in carcere dal 2012 per la canzone punk nella cattedrale di Mosca, canterà per i detenuti del carcere in cui è stata trasferita pochi mesi fa in Siberia. La giovane si esibirà questo weekend in un concerto di capodanno ha riferito alla tv russa d’opposizione Dozhd l’avvocato di Nadia, Irina Khrunova. “Mi ha detto al telefono che il 20 e 21 dicembre visiteranno alcune colonie nella regione di Krasnoyarsk tenendovi concerti, in quanto nel suo ospedale esiste un gruppo musicale, e lì si è inserita molto bene”, ha spiegato la legale. Nadezhda ora, dopo la lettera di protesta contro le condizioni carcerarie e lo sciopero della fame dei mesi scorsi, si trova in un ospedale carcerario di Krasnoyarsk, in Siberia.

Domani alla Duma si discuterà in prima lettura della possibilità di una amnistia per la Pussy Riot detenuta. “Spero molto, incrociamo le dita, che dopo questi concerti in cui canterà per i detenuti, sia rilasciata”. La sua pena dovrebbe scadere ufficialmente a inizio marzo 2014. Molti artisti internazionali e associazioni dei diritti umani si sono schierati al suo fianco in questi anni, Annaviva compresa.

Per parlare della situazione di Nadezhda e tanto altro ancora vi aspettiamo giovedì 19 dicembre alle 20,30 alla Libreria Popolare di via Tadino 18, Milano per un aperitivo di Natale. Sarà l’occasione per conoscerci e parlare delle prossime iniziative. Vi aspettiamo!

Fonte: Ansa

#PussyRiot ancora in carcere

Pussy riotLe #PussyRiot rimangono in carcere. Mentre a Milano, Annaviva si preparava al presidio in via Dante (ore 17,30), così come sta avvenendo in tutto il mondo, i giudici russi hanno respinto la richiesta di sospesione della pena di una delle due ragazze, Maria Alekina, per accudire il figlio, essendo anche mamma single.

Annaviva, oltre al presidio di oggi pomeriggio, si ritrova domani sera alle 20 all’Ostello Bello di Milano per presentare un percorso espositivo sugli arresti successivi alla grande manifestazione moscovita del 6 maggio 2012, convocata dalle opposizioni dopo le elezioni presidenziali. La colonna sonora sarà affidata a DJ Dago di Elita dalle ore 21 alle 23. In questa occasione potrete acquistare una copia del nuovo libro “Una preghiera punk per la libertà” che raccoglie le lettere dal carcere, poesie, canzoni, dichiarazioni al processo delle #PussyRiot che ha scosso il mondo.
Verranno inoltre presentate “5 Storie Strane”, una serie di storie vere, a volte al limite del paradosso, che pongono l’accento sul sistema giudiziario russo.
L’evento, in generale, vuole fare luce sulla attuale situazione politica in Russia, dove il “regime democratico” sta effettuando dei cambi costituzionali e sulla libertà d’espressione che spetterà agli ospiti giudicare.
Durante la serata verranno raccolti fondi per la difesa dei ragazzi arrestati a maggio 2012 e ancora oggi privati della loro libertà.

Vi aspettiamo!!

Processo Pussy Riot, due condanne

Oggi il tribunale di Mosca ha confermato al processo di appello la condanna a due anni per due delle ragazze del gruppo punk Pussy Riot, colpevoli di atto di teppismo aggravate dalla blasfemia. La terza componente, Ekaterina Samucevich, ha visto sospeso il suo verdetto ed è ora in libertà vigilata.  Il nuovo avvocato della ragazza ha sostenuto che la giovane Pussy Riot è stata vicino all’altare della Chiesa del Cristo Redentore per meno di 15 secondi e che è è stata fermata dalla sicurezza subito, prima di saltare, gridare e urlare frasi offensive per i credenti.

Durante il processo, una delle tre Pussy Riot ha definito più volgare, rispetto alla loro esibizione, la frase con cui Putin ha conquistato il consenso nelle elezioni del 2000: “inseguiremo i terroristi fin nel cesso”. L’ex spia del KGB divenne popolare con quella frase per la guerra patriottica contro i ceceni (decine di migliaia i morti, per lo più civili).

Le Pussy Riot oggi in aula si sono dichiarate “prigioniere politiche”. Amnesty le ha, fin dal giorno del loro arresto in carcerazione preventiva, considerate “prigioniere di coscienza”.

FREE PUSSY RIOT

#PussyRiot

Fonte: Andrea Riscassi, Financial Times, EngPussy Riot

Ecco alcune foto del flash mob di Annaviva a Milano: