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Che fare della Crimea? La Las Vegas russa!

Mentre Putin e il fedele ministro dell’istruzione cercano di bandire la cultura straniera dalle scuole russe, la Duma decide di importare uno dei peggiori vizi dell’Occidente (anzi, degli States): le città-casinò.

La camera bassa russa ha infatti approvato un progetto di legge per la creazione di zone dedicate al gioco d’azzardo in Ucraina, penisola ucraina annessa a marzo.

La stessa idea verrebbe estesa a Sochi, località sul Mar Nero dove si sono svolte le recenti Olimpiadi invernali.

Alè, come dice un giornalista da quattro milioni di euro.

Sochi, Annaviva chiede a Letta di non partecipare

Egr. on. Letta,
Annaviva è un’Associazione per la promozione della democrazia e la tutela dei diritti umani nell’Est Europa (www.annaviva.org) nata nel 2007 a Milano, per ricordare il sacrificio di Anna Politkovskaya.
Annaviva ha imparato da Anna Politkovskaya a non fare come il fungo, che mente a se stesso, vuol cambiare la sua vita ma non lo fa e si nasconde sotto a una foglia.
In questi anni abbiamo organizzato incontri, manifestazioni e dibattiti in Italia per sostenere i diritti umani e la libertà di espressione nell’est europeo e, in numerosi viaggi di turismo responsabile in Russia, abbiamo condiviso le ansie e le speranze di tanti oppositori al regime del Presidente Vladimir Putin.
Nel nostro ultimo viaggio, in occasione delle elezioni presidenziali di marzo 2012, abbiamo avuto l’occasione di passare una giornata con i genitori di Mikhail Khodorkovsky (il link del nostro video: http://youtu.be/kZ-sVd0ebS4).
Oggi festeggiamo con tutto il mondo libero la liberazione di Mikhail Khodorkovsky ed il suo rinnovato impegno a favore di chi, in Russia, libero non è.
Le chiediamo di sostenere l’impegno di chi si batte per la libertà di stampa e di espressione in Russia, con un gesto visibile e generoso, che può infondere coraggio e sostegno a chi da anni, in Russia, è rinchiuso o osteggiato: non partecipi personalmente alla cerimonia di inaugurazione dei giochi olimpici di Sochi, il prossimo febbraio.
Sarebbe un gesto nobile, importante, significativo.
La ringraziamo fin d’ora dell’attenzione che vorrà porre a questa nostra proposta e le inviamo un cordiale saluto
Associazione Anna Viva
Il Presidente Luca Bertoni

Sochi 2014, spionaggio e social network

sochi 2014

Riportiamo un articolo di Lsdi.it su Sochi 2014, l’uso dei social network e il pericolo spionaggio. Il portale riporta in primo luogo quanto scritto da Max Seddon, corrispondente di BuzzFeed:
Vasily Konov, capo dell’agenzia di stampa statale R –Sport, che controlla l’accreditamento ai giochi di febbraio, ha spiegato in un seminario per giornalisti sportivi venerdì scorso che l’uso da parte dei giornalisti della carta stampata di qualsiasi tipo di strumento multimediale ‘verrà considerato una grave violazione e potrà portare all’annullamento degli accrediti’’, come hanno riferito diverse testate russe. Solo i giornalisti con attrezzature professionali e particolari badge saranno autorizzati a farlo.
Konov avrebbe poi smentito l’affermazione che è stata però segnalata anche Radio Free Europe.

Lsdi.it aggiunge un altro particolare interessante: i giornalisti possono usare i social network durante le olimpiadi di Sochi 2014, ma non possono pubblicare video. Lo dice Poynter.org che trascrive una email inviata da Mark Adams, portavoce del comitato olimpico:
“I partecipanti e le altre persone accreditate non possono postare video e/o audio degli eventi, delle gare o di altre attività che si verificano nei luoghi delle olimpiadi (tra cui i villaggi olimpici). Tali video e/o audio devono essere registrati soltanto per un uso personale e, in particolare, non devono essere caricati e/o condivisi su nessuna delle piattaforme di social media o di un sito web”.

E Shaun Walker sul The Guardian scrive:
“Atleti e spettatori dei giochi olimpici invernali di Sochi dovranno avere a che fare con uno dei più invasivi e sistematici sistemi di spionaggio e sorveglianza della storia dei giochi. Il Fsb, potente servizio di sicurezza russo, prevede di riuscire a garantire che nessuna comunicazione da parte dei concorrenti o degli spettatori resterà senza controllo durante l’evento, secondo un dossier redatto da un team di giornalisti investigativi russi che stanno seguendo i preparativi per i Giochi 2014″.

Come ricorda Lsdi.it, anche a Londra 2012 dovevano essere proibiti foto e video sui social network. Ad aprile 2012, a dei giornalisti, che stavano facendo delle riprese di una strada dove c’era una sede olimpica, era stato ordinato di smettere, spiegando che quel’ordine si basava sulle norme antiterrorismo. Ma poi i social network furono un elemento costante delle olimpiadi di Londra.

A Sochi sarà diverso, come spiega Walker sul The Guardian:
“I giornalisti Andrei Soldatov e Irina Borogan, esperti sui sistemi di sicurezza russi,[…] hanno scoperto che sono state apportate grosse modifiche alle reti telefoniche e wi fi a Sochi per garantire un ampio sistema di monitoraggio e di filtraggio di tutto il traffico, attraverso Sorm, il sistema russo di intercettazione delle comunicazioni telefoniche e internet”.

Stephen Fry, omofobia e le olimpiadi invernali in Russia

Lo scrittore inglese Stephen Fry ha scritto una lettera al premier David Cameron e al comitato olimpico in vista delle olimpiadi invernali in Russia nel 2014:

Stephen-FryCaro Primo Ministro, M Rogge, Lord Coe e membri del comitato olimpico internazionale,
Scrivo nella fervida speranza che tutti quelli che amano lo sport e lo spirito olimpico prenderanno in considerazione la macchia sui cinque anelli lasciati dalle olimpiadi di Berlino nel 1936, svoltosi sotto l’esultanza di un tiranno che aveva trasformato in legge la persecuzione di una minoranza, il cui unico crimine è stato l’esser nati. Hitler aveva bandito gli ebrei da ogni carica accademica o da ogni incarico negli uffici pubblici, ha fatto in modo che la polizia chiudesse un occhio su eventuali percosse, furti o umiliazioni fatte ai danni degli ebrei, ha bruciato e bandito i loro libri. Egli ha affermato che “hanno inquinato” la purezza e la tradizione di quello che doveva essere tedesco, che erano una minaccia per lo Stato, per i bambini e per il futuro del Reich. Li ha incolpati per “crimini di comunismo” e per avere il controllo dei capitali e delle banche internazionali. Li ha accusati di aver rovinato la cultura con il loro liberalismo. Il movimento olimpico allora non ha dato alcuna attenzione a questo male e ha proceduto con le famigerate olimpiadi di Berlino,  che hanno fornito un palcoscenico per il Führer e hanno aumentato il suo status in patria e all’estero. Gli ha dato fiducia. Tutti gli storici sono d’accordo su questo. Quello che ha fatto con quella fiducia lo sappiamo.

Putin sta paurosamente ripetendo questo crimine folle, solo che questa volta contro i LGBT russi. Pestaggi, omicidi e umiliazioni sono ignorati dalla polizia. Qualsiasi discussione di sensata difesa dell’omosessualità è contro la legge. Qualsiasi dichiarazione, per esempio, che Tchaikovsky era gay e che la sua arte e la sua vita riflettono questa sessualità e che sono fonte di ispirazione per altri artisti gay, è punibile con la reclusione. Semplicemente non è sufficiente dire che gli olimpionici gay possono o non possono essere al sicuro nel loro villaggio. Il comitato olimpionico deve assolutamente prendere una posizione ferma in nome della  umanità che dovrebbe rappresentare contro la barbarie, contro la legge fascista che Putin ha spinto attraverso la Duma. Non dimentichiamo che gli eventi olimpici non hanno solo un valore atletico, ma sono anche competizioni culturali. Rendiamoci conto che, in realtà, lo sport è cultura. Non è una bolla al di fuori della società o della politica. L’idea che lo sport e la politica non siano legate è falso e stupido, volutamente sbagliato. Tutti sanno che la politica ha interconnessioni con tutto ciò che è necessario alla “politica”, che deriva dal greco e significa “a che fare con la gente”.

Un divieto assoluto sulle olimpiadi invernali in Russia del 2014 a Sochi è semplicemente essenziale. Che vadano in scena altrove, nello Utah, a Lillyhammer, ovunque vi piace. A tutti i costi Putin non può avere l’approvazione del mondo civilizzato.
Ha trasformato le persone omosessuali in capi espiatori, proprio come Hitler ha fatto con gli ebrei. So di cosa parlo. Ho visitato la Russia, ho visto il deputato che ha introdotto la prima di queste leggi nella sua città, Sanpietroburgo. Ho guardato in faccia quell’uomo e ho cercato di ragionare con lui, di fargli capire quello che stava facendo. Mi ha rigettato tutto indietro, era un esempio di quello che Hannah Arendt chiamava, in modo memorabile, “la banalità del male“. Un uomo stupido, ma come tanti tiranni, con l’unico istinto di sfruttare un popolo infelice trovando capi espiatori. Putin può non essere altrettanto stupido come lo è il suo vice Milonov, ma i suoi istinti sono gli stessi. Si può affermare che i “valori” della Russia non sono i “valori” dell’Occidente, ma questo è assolutamente in opposizione alla filosofia di Pietro Il Grande e contro le speranze di milioni di russi, quelli che non sono in preda a quel mix tossico di teppismo e di religione bigotta, quelli che sono angosciati dal rovesciamento della democrazia e dalla formazione di una nuova autocrazia in una patria che ha già sofferto così tanto (e di cui amo tanto musica, letteratura e teatro).

Io sono gay. Io sono ebreo. Mia madre ha perso più di una dozzina di familiari per l’antisemitismo di Hitler. Ogni volta che in Russia un adolescente gay è costretto al suicidio, una lesbica violentata “legalmente”, uomini e donne omosessuali picchiati a morte da teppisti neonazisti mentre la polizia russa restare a guardare, il mondo stesso è denigrato e io, per primo, piango di nuovo a vedere che la storia si ripete.

“Tutto ciò che è necessario affinché il male trionfi è che gli uomini buoni restino immobili a non far nulla”, così scriveva Edmund Burke. Voi, uomini e donne del comitato olimpico siete tra questi “buoni” che permetto al male di trionfare?

Le olimpiadi estive del 2012 sono stati uno dei momenti più belli della mia vita e della vita del mio Paese. Una olimpiade invernale russa sarebbe una macchina indelebile per il movimento. I cinque cerchi olimpici sarebbero per sempre macchiati, imbrattati e rovinati agli occhi del mondo civilizzato.
Vi sto chiedendo di resistere alle pressioni di pragmatismo, di denaro, di vigliaccheria dei diplomatici e di resistere con decisione e orgoglio per l’umanità intera, come il vostro movimento è impegnato a fare. Sventolate la  bandiera olimpica con orgoglio, come noi uomini e donne gay sventoliamo la nostra bandiera arcobaleno con orgoglio. Siate coraggiosi abbastanza per vivere secondo i giuramenti del vostro movimento, che vi ricordo testualmente qui di seguito:
Regola 4: cooperare con le organizzazioni pubbliche o private e le autorità competenti nel tentativo di mettere lo sport al servizio dell’umanità e, quindi, per promuovere la pace
Regola 6: agire contro ogni forma di discriminazione che colpisce il movimento olimpico
Regola 15: incoraggiare e sostenere iniziative che mescolano lo sport con la cultura e l’istruzione

In particolare mi rivolgo a lei, signor Primo Ministro, un uomo per il quale ho il massimo rispetto. In qualità di leader di un partito che ho per quasi tutta la mia vita rifiutato, lei ha mostrato impegno, passione a favore dei diritti LGBT e ha contribuito a spingere il matrimonio gay sui tavoli di entrambe le camere del nostro parlamento a dispetto dell’opposizione e di tanti della sua parte. Per questo la ammirerò sempre, qualunque siano le altre differenze tra noi. Alla fine credo che sappiate riconoscere quando una cosa è giusta o sbagliata. Vi prego di agire sulla base di questo istinto.

Stephen Fry

Versione originale: http://www.stephenfry.com/2013/08/07/an-open-letter-to-david-cameron-and-the-ioc/single-page

Versione in russo: http://echo.msk.ru/blog/echomsk/1131344-echo/